Nuove regole per i giornali politici

Il nuovo ddl determina l’accesso ai contributi diretti


Le testate politiche, che abbiano il gruppo parlamentare in una delle Camere o almeno due rappresentanti eletti al Parlamento europeo, potranno godere dell’accesso ai contributi diretti. Domani il consiglio dei ministri esaminerà questa ed altre novità riguardanti il ddl in materia di disciplina sull’editoria: il testo è stato pubblicato in anteprima sul sito di Radio Radicale.
Tutta la stampa, che in funzione della norma sopra citata perderà la qualifica di testata politica, potrà istituire cooperative giornalistiche entro un anno dall’entrata in vigore della legge.
Per giornali espressione di forze politiche s’intendono naturalmente tutti quei quotidiani e periodici, anche sul web, che limitatamente ad una sola testata, sono riconosciuti dal organo politico di riferimento.
Il ddl tutela e promuove un pluralismo d’informazione e accorda contributi anche a tutte quelle imprese la cui maggioranza di azioni o quote sia detenuta da cooperative o fondazioni senza scopo di lucro.
A dicembre dello scorso anno, centinaia di blogger avevano lamentato la quantità di contributi erogati: i giornali italiani, nonostante siano pieni di pubblicità e tutti appartenenti a grandi gruppi imprenditoriali, ricevevano circa 600 milioni di euro. A quanto pare, la vicina Francia destina ai giornali solo 250 milioni. E i quotidiani sembrano avere molta meno pubblicità. (M.M.)

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