“Onorevoli omicidi” forse trasformato in un film

Il romanzo giallo scritto dal deputato, e giornalista professionista, Pino Pisicchio nel 2007 potrebbe essere portato al cinema con Banfi, Albanese e Fabrizio Bentivoglio.
 
Dopo cinque legislature di semi-anonimato parlamentare, l’onorevole Pino Pisicchio da Corato, in provincia di Bari, finisce agli onori della cronaca perché un giovane regista, Raffaele Verzillo, gli ha chiesto i diritti del suo romanzo per farne un film con Lino Banfi. Pisicchio, attuale deputato dell’Italia dei Valori e rappresentante del Comitato parlamentare per le incompatibilità ha attraversato, dal 1987, anno della sua prima elezione nelle file della Democrazia Cristiana, un po’ tutto lo spettro politico, abbandonando il suo primo partito dopo il polverone dei primi anni novanta ed aderendo alla lista “Rinnovamento”; di Lamberto Dini, per poi passare per la Margherita, l’Udeur ed, infine, l’Italia dei Valori, tra i cui banchi oggi siede in Parlamento. Giornalista professionista, docente universitario e autore di saggi, nel 2007 decide di scrivere un romanzo giallo dal titolo “Onorevoli omicidi”. Il libro, incentrato su una storia totalmente inventata ma che prende spunto dalla reale vita quotidiana tra i banchi di Montecitorio, fa un po’ il verso alla sete di potere e all’arrivismo in cui sguazza la classe politica, fino ad arrivare, ovviamente per finta, all’omicidio. Edito da Koinè Nuove Edizioni, il romanzo ebbe un discreto successo, senza tuttavia suscitare un gran passaparola. Qualche settimana fa, però, un giovane regista campano, Raffaele Verzillo, chiede all’onorevole Pisicchio i diritti del suo libro per poterlo trasformare in un film. Il deputato accetta, ad una condizione: “sceneggiatura sotto la mia supervisione”. La richiesta di Verzillo, ad ogni modo, fa finire l’onorevole ed il suo libro su tutti i giornali, tant’è che, ironicamente, Pisicchio commenta: “Uno scrive decine e decine di saggi, fa il deputato da una vita però finisce sui giornali per via di Banfi”. Già, perché l’idea del regista sarebbe quella di inserire l’attore pugliese nel cast del film, non nei panni di un personaggio buonista, però, ma drammaticamente rappresentativo di una classe politica gerontocratica, attaccata visceralmente alle posizioni di potere. Banfi, però, ancora non ne sapeva nulla e sentito da alcuni giornalisti, avrebbe dato la propria disponibilità di massima: “mi faccia leggere la sceneggiatura”. A chi, poi, ha chiesto all’onorevole come vedrebbe strutturato il cast, lui ha risposto: “Giovanardi e Mastella come comparse, interpreti di se stessi. Antonio Albanese per l’ onorevole senza scrupoli, Lino Banfi in un ruolo drammatico e Fabrizio Bentivoglio per il politico positivo”. Tutto dipende dal budget, però, e dall’ultima parola che spetta, ovviamente, al regista. La sceneggiatura potrebbe già essere pronta in primavera. (G.M. per NL)

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