Pay Tv. Mediaset smentisce la possibile vendita di Premium a Sky, peccando un po’ di presunzione

Recentemente, l’a.d. di Mediaset ha smentito le voci di una trattativa per vendere la pay tv Premium a Sky. Nonostante sostenga il buon andamento del ramo aziendale, il mercato pay continua a ristagnare e sembra che le trattative siano state avviate ma si siano bloccate alle difficoltà nel trovare accordi.

Nelle scorse settimane si è molto discusso della possibilità di una fusione, o meglio, di un’acquisizione da parte di Sky della pay tv concorrente Mediaset Premium. L’operazione è suggerita da diversi investitori ed advisor (Mediobanca) e il motivo principale è da ricercarsi nella dimensione del mercato pay italiano: troppo contenuto per ospitare due player concorrenti, soprattutto con la presenza sempre più scomoda dei servizi over the top. Stando però a quanto affermato dall’a.d. di Mediaset Premium Piersilvio Berlusconi, non ci sarebbe nessun accordo del genere in vista. Quello della pay tv è un mercato nel quale “vogliamo continuare a rimanere” afferma Berlusconi, partendo dal cercare di “creare una base più solida di utenti”. L’amministratore delegato sottolinea inoltre come a fronte di “un concorrente che ha i dati in calo” i risultati di Mediaset Premium sono positivi e per questo, continua, non ci sarà “nessun accordo con Sky, anzi, concorrenza esasperata”. Certo, a guardare la recente inchiesta riguardante la spartizione dei diritti sul calcio, l’esasperazione di questa concorrenza non sembra poi così marcata. Inoltre, come già evidenziato su questo periodico, c’è stata una perdita di spettatori per i canali pay del gruppo e questo nonostante la costosissima Champions League. E a proposito di costi, in sede di bilancio (previsto per marzo) bisognerà rendere conto di quei 35 milioni di spese aggiuntive rispetto alle previsioni, di cui 30 vengono proprio dalla Champions League. La realtà, è che il mercato pay tv italiano ristagna: non è che Mediaset Premium o Sky non riescono a crescere, ma è proprio il settore ad essere statico e le stime di profittabilità sono nettamente inferiori se paragonate ad altri paesi europei. Aggiungiamo a questo che, come sostenuto dalla stessa Mediaset, in Italia sta scemando l’interesse verso il calcio da almeno due anni. Di conseguenza, si può anche affermare che 30 milioni di spesa sono andati in un ambito che perde di profittabilità da due anni. Come se non bastasse, nel 2016 probabilmente si inizierà a sentire il peso di quegli over the top che, fuori dall’Italia, hanno avuto un’importante influenza negativa nei confronti della pay tv. Secondo alcune indiscrezioni, non sarebbe vero il fatto che non si è intavolata nessuna discussione in merito all’acquisizione da parte di Sky di Mediaset Premium, ma piuttosto le trattative intavolate non sarebbero andate a buon fine a causa di un mancato accordo sul concambio (vale a dire il valore delle azioni che la nuova società avrebbe dovuto riconoscere ai vecchi soci di Mediaset Premium). In sostanza, una trattativa sarebbe stata avviata, ma senza riuscire ad andare in porto; complici anche le problematiche con l’Antitrust di cui sopra. (E.V. per NL)
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