Per decidere sul caso-Telecom occorre una super-Agcom

Il Governo, su suggerimento del commissario Ue Viviane Reding, ha deciso di dare maggiori poteri all’Authority di Calabrò


Mentre continua la querelle intorno a Telecom, l’esecutivo, per bocca del ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, annuncia che a vigilare sullo scorporo della società (qualunque proprietà essa assuma nei prossimi mesi) sarà l’Autorità Garante delle Comunicazioni, così come aveva auspicato il commissario Ue Viviane Reding. Il decreto legge del Governo, perciò, non ci sarà. Anzi, il Governo non interverrà nemmeno, se non inglobando ad uno dei provvedimenti in corso d’opera, una norma aggiuntiva che preveda un consistente aumento dei poteri per l’Authority presieduta da Corrado Calabrò, sul modello britannico di Ofcom. Intanto continua il ping pong che vorrebbe la nostra azienda di telefonia acquistata oggi da uno domani da un altro degli attori interessati, tra i quali il favorito sembra rimanere American Movil, di proprietà del magnate messicano Carlos Slim Helù. In ogni caso, qualunque proprietà assuma, l’azienda resterà proprietaria della rete, pur affidandone la gestione ad un attore esterno ed indipendente che garantisca la massima trasparenza. (Giuseppe Colucci per NL)

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