Perquisizioni a due giornalisti del Corriere della Sera. La stampa non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure. O no?

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato:Non si ferma l’offensiva di parte della magistratura inquirente nei confronti della libera informazione e dei giornalisti


da FNSI

Perquisizioni sono state compiute, la scorsa notte, dalla Guardia di Finanza nelle abitazioni e nei posti di lavoro di due giornalisti del Corriere della Sera, Giovanni Bianconi, a Roma, e Enzo d’Errico, a Napoli e Milano su mandato della Direzione distrettuale Antimafia del capoluogo partenopeo.
Lo si è appreso dal Cdr del quotidiano milanese, che ha inviato un comunicato-informativa ai colleghi.
Secondo l’organismo sindacale dei giornalisti, ”unica responsabilità dei colleghi è di avere svolto al meglio e rigorosamente il proprio dovere, fornendo ai lettori informazioni documentate su un senatore della Repubblica, Sergio De Gregorio, indagato a Napoli per riciclaggio con l’aggravante di avere agevolato un’associazione mafiosa”. (ANSA)

Il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Paolo Serventi Longhi, ha dichiarato:

“Non si ferma l’offensiva di parte della magistratura inquirente nei confronti della libera informazione e dei giornalisti. Questa volta le perquisizioni, meglio se effettuate di notte o all’alba ma sempre con grande dispiego di uomini e di mezzi, sono state effettuate dalla Guardia di Finanza nelle abitazioni di due giornalisti del Corriere della Sera a Napoli e Milano. I colleghi sono accusati di aver diffuso notizie verificate e corrette sul Senatore Sergio De Gregorio, indagato dalla Procura di Napoli per riciclaggio e associazione mafiosa. In sostanza, i giornalisti Bianconi e D’Errico sarebbero responsabili di aver fatto bene il loro mestiere. Non è più accettabile una situazione in cui i cronisti giudiziari vengono sistematicamente intimiditi, perquisiti, pedinati, intercettati. Questo avviene, in particolare, quando entrano in possesso di notizie su indagini della magistratura, senza che questa sia in grado di bloccare la fuga delle notizie. Si può immaginare cosa accadrebbe se il disegno di legge Mastella sulle intercettazioni fosse approvato dal Senato con la formulazione liberticida varata dalla Camera. C’è in Italia un problema di democrazia e di libertà di informazione che il mondo della politica, tutto, sembra ignorare”.

ROIDI, GRAVISSIMA INTIMIDAZIONE

Le perquisizioni al Corriere della Sera e nelle abitazioni dei colleghi D’Errico e Bianconi ”costituiscono una gravissima forma di intimidazione e di censura”. Lo dice il Segretario dell’Ordine nazionale, Vittorio Roidi, che esprime solidarietà ai colleghi del quotidiano milanese.
”Ancora una volta la libertà di stampa è messa a rischio da interventi dell autorità giudiziaria, a carico di colleghi che fanno solo il proprio mestiere”, sottolinea Roidi. I cittadini, dice il segretario dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, ”devono comprendere la gravità di simili azioni”. E del tutto evidente, prosegue, ”che il potere politico e quello giudiziario si coalizzano nell’ostacolare il lavoro dei giornalisti, che intendono informare l’opinione pubblica su vicende ancora oscure”. Il nuovo Consiglio dell’Ordine, che si insedierà il 14 giugno, conclude il segretario, ”dovrà esaminare quali strumenti sia possibile adottare per difendere le prerogative e il lavoro dei colleghi, ai quali intanto è importante esprimere solidarietà”. (ANSA)

GIULIETTI, PREOCCUPANTE PERQUISIZIONE A GIORNALISTI

“Giovanni Bianconi e Enzo d’Errico sono due cronisti seri, preparati e rigorosi, che hanno condotto inchieste su casi scabrosi con grande correttezza. Per questo, la notizia della perquisizione ai loro danni, al di là di ogni giudizio sulla magistratura, è preoccupante”. Lo dice Giuseppe Giulietti, componente della Vigilanza Rai e parlamentare dell’Ulivo, a proposito della perquisizione compiuta dalla Guardia di finanza nelle abitazioni e sui posti di lavoro di due giornalisti del ‘Corriere della sera’ su mandato della Dda di Napoli nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto, tra gli altri, il senatore Sergio De Gregorio.
“Ci sono troppi segnali in questo periodo sull’inasprirsi della via disciplinare al giornalismo -aggiunge Giulietti-. Non c’è dubbio che i reati debbano essere perseguiti, ma mai come in questo momento l’Italia ha bisogno di cronisti liberi e indipendenti che possano liberamente indagare sui troppi misteri di questa stagione che affondano le radici in irrisolti misteri del passato. Vedo troppa tolleranza su falsi dossier e su intercettazioni pilotate, ma un eccesso di intolleranza verso cronisti che non intendono limitarsi a fare i postini”, conclude Giulietti. (ADNKRONOS)

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