Prima mossa di Murdoch: ecco un magazine per il WSJ

Si chiamerà semplicemente ”WSJ.”, ed avrà come target super ricchi e top manager alla ricerca del lusso. Parte come trimestrale, si trasformerà in mensile dalla primavera 2009


Tutto ciò che tocca, Rupert Murdoch (foto), lo trasforma in oro. Ma, soprattutto, lo trasforma in “pop”. La prima mossa da patron del “Wall Street Journal”, invece, segue la direzione elitaria da sempre tenuta dal quotidiano newyorchese, non ampliando il target di riferimento, ma rafforzando il rapporto con abbonati e lettori abituali grazie alla creazione di un nuovo magazine loro diretto. I lettori medi del WSJ sono, secondo una stima del 2007, 3,8 milioni, la metà dei quali, è stato calcolato, sono presidenti, consiglieri d’amministrazione, ceo, coo, cfo o “top manager” di una società, per un patrimonio personale medio di 2,5 milioni di dollari. Altro che “pop”.
Il magazine, che verrà lanciato il prossimo mese, si chiamerà “WSJ.”, con il punto come parte integrante della testata. Si occuperà di lusso e di stili di vita, considerando che i lettori del WSJ spendono ogni anno, in media, 5,3 miliardi di dollari in viaggi, 2,9 miliardi in abbigliamento femminile, 1,9 miliardi in abbigliamento ed accessori maschili e 1,7 miliardi in gioielli ed orologi. “WSJ.” conterrà una sorta di consigli per gli acquisti. “I nostri lettori sono già famosi, imprenditori, finanzieri, celebrities, persone affluent & influent – spiega Tina Gaudion, direttore responsabile della nuova testata, dopo le esperienze a “Vogue”, “Tattler” e “The Times”, intervistata da “ItaliaOggi” – noi raccontiamo e consigliamo loro per il meglio. Parleremo di beni, prodotti, stili di vita, in tutti gli aspetti del lifestyle: viaggi, cibo, auto, moda, design”. Niente vita dei personaggi dello showbiz, quindi, ma consigli per i personaggi dello showbiz. L’intenzione è quella di creare un magazine che tratti di argomenti “alti”, che sia autorevole, pur non essendo serioso e noioso. L’ironia, spiega ancora Tina Gaudion, sarà l’arma per penetrare nel target. “Saremo divertenti – spiega ancora a “ItaliaOggi” – vogliamo esserlo: spendere soldi in prodotti di lusso dev’essere innanzitutto un’attività divertente”. Inutile spiegare che, qualora riuscisse a “bucare” il target, questo nuovo magazine diverrebbe un vero e proprio status symbol per una certa fetta di società statunitense e non solo. Infatti, la tiratura record del primo numero sarà di 967 mila copie, suddivise tra le 800 mila distribuite negli States e le restanti tra Europa ed Asia. All’inizio si tratterà di un trimestrale ma l’obiettivo dichiarato è di arrivare a farlo divenire un mensile entro la primavera del 2009. Il formato, 25 x 29 cm, su carta patinata, è stato scelto dall’art director del “Wall Street Journal”, Tomaso Capuano, già art director del principale concorrente della testata, ovvero “How To spend It”, inserto del “Financial Times”. Sarà presto on line, infine, anche il sito web della nuova rivista, ricco, spiega in ultima istanza il direttore, di “approfondimenti, video e audio sui prodotti, su dove trovarli o sulle interviste e i reportage che realizzeremo”.
Un dato, per concludere: secondo il Mendelsohn Affluent Head of Household Survey 2007, che censisce i ricchi americani, il WSJ raggiunge ben 2 milioni (sui 3,8 di lettori totali) di “ricchi” (ossia, con un reddito annuo che supera i 150 mila dollari), secondo solo all’edizione domenicale del “New York Times” e di “Architectural Digest”. Se questo è vero, il nuovo “WSJ.” non avrà problemi ad insediarsi nel target che intende raggiungere. (Giuseppe Colucci per NL)

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