Privacy, Relazione 2009 Garante, richiami ai media: “Occorre ripensare cosa significhi informazione oggi”

Con i nuovi strumenti tecnologici «l’umanità si trova a fare i conti con una nudità totale, che solo Adamo ed Eva nel giardino terrestre erano in grado di sopportare».

Lo dice il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, nella sua relazione annuale al Parlamento dalla Sala Zuccari del Senato. L’Autorità in questo ha il compito di «aiutare le persone a essere consapevoli e ragionevolmente libere di padroneggiare la tecnica e non esserne schiave». Inoltre mutamenti così profondi in corso «ci costringono a ripensare cosa sia e cosa significhi informazione oggi». Ma anche la «pericolosità di un uso sprovveduto e disattento delle nuove opportunità della rete, tanto più grave perchè condotto da operatori dell’informazione». Il fatto è che la rete non cancella la sua memoria e «qualunque fatto del passato viene riproposto nel presente. Il che – spiega Pizzetti – collegato con i motori di ricerca e con la loro caratteristica di decontestualizzare le notizie catturate in rete, provoca problemi inediti, potenzialmente lesivi della vita delle persone». L’impegno del Garante «è la difesa intransigente del diritto dei cittadini al controllo sui loro dati e alla tutela della vita privata». In un mondo «nel quale siamo sottoposti a forme di controllo ogni giorno più invasive e quasi tutto ciò che ci riguarda si trasforma in dati che le moderne tecnologie consentono di schedare, archiviare, incrociare ed utilizzare per gli scopi più diversi e da parte di una pluralità sterminata di soggetti». Quindi per Pizzetti «assicurare a ciascuno il controllo totale sulla propria vita e, dunque, anche sui propri dati personali appare sempre più come l’ultimo sogno dell’uomo contemporaneo». Per la sicurezza nei confronti dei pericoli dei social network arriva poi, tutto dedicato ai giovani, un vademecum «appositamente studiato per consentire a genitori e ragazzi di conoscere meglio questo fenomeno». Il testo, apprezzato dal Ministro della Gioventù, sarà presentato al prossimo G8 dei giovani e grazie alla collaborazione con Poste italiane sarà diffuso nel Paese. Bisogna fare attenzione anche alle mail indesiderate e finanche a dove si buttano vecchi computer e telefonini che potrebbero contenere dati personali. «Più limitato ma non meno innovativo – ha spiegato Pizzetti – il provvedimento col quale abbiamo impartito le regole da seguire per il cd il ‘riciclaggiò del materiale informatico e cioè il riuso di computer dismessi o di altri apparati elettronici, quali ad esempio i telefonini, che spesso contengono un numero altissimo di dati personali». (Elisabetta Stefanelli-ANSA)
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