Radio digitale: esercizi accademici & (costose) perdite di tempo

E’ passata nella più totale indifferenza la pubblicazione della delibera 180/12/CONS dell’Agcom, con la quale è stato approvato il piano provvisorio di assegnazione delle frequenze per la radio digitale nelle province autonome di Trento e Bolzano.

Trattasi di un progetto pilota da cui Agcom e MSE-Com potranno trarre indicazioni utili per la futura pianificazione delle frequenze su scala nazionale. In realtà, poco più di un esercizio accademico, posto che, per stessa ammissione di Agcom, le province di Trento e Bolzano sono tra i pochissimi bacini italiani dove vi è “una piena disponibilità di risorse” (perché inutilizzate per la radiodiffusione televisiva in tecnica digitale). Infatti, quand’anche l’esperimento desse elementi di riflessione utili sul piano tecnico, quale ne sarebbe l’effettiva spendibilità, considerato che sulla (stra)grande parte del territorio nazionale le risorse per la radiofonia digitale sono (e resteranno) inesistenti? Intanto, il MSE-Com assegnerà i diritti d’uso temporanei per il test agli operatori di rete (società consortili) che, trascorsi 180 giorni, dovranno relazionare circa i risultati raggiunti. Possiamo immaginare l’entusiasmo degli editori radiofonici strangolati dalla crisi economica nell’effettuare una costosa (quanto inutile) sperimentazione di nessuna rilevanza commerciale ed editoriale.
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