Radio. In Decreto Maxi Ristori norma che sostanzialmente equipara radio comunitarie a quelle commerciali. Sarà corsa a trasformazione per i piccoli?

maxi ristori

Approvato venerdì notte un emendamento al Decreto Maxi Ristori proposto da Fratelli d’Italia (Giorgia Meloni) nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato che consente trasformazioni eterogenee tra emittenti comunitarie e commerciali.
Di fatto azzerando le differenze con le commerciali.

Decreto Maxi Ristori

La norma contenuta nel decreto Maxi Ristori, collettore dei quattro decreti del governo per controllare la seconda onda pandemica, inciderebbe sugli assetti consolidati a mente dell’art. 2 c. 1 lettera bb) n. 1 del D. Lgs. 177/2005.
Quest’ultimo definisce “emittente radiofonica a carattere comunitario”, nazionale o locale, l’emittente caratterizzata dall’assenza dello scopo di lucro, che trasmette programmi originali autoprodotti per almeno il 30 per cento dell’orario di trasmissione giornaliero compreso tra le ore 7 e le ore 21, che può avvalersi di sponsorizzazioni e che non trasmette piu’ del 10 per cento di pubblicità per ogni ora di diffusione; non sono considerati programmi originali autoprodotti le trasmissioni di brani musicali intervallate da messaggi pubblicitari o da brevi commenti del conduttore della stessa trasmissione“.

Sarà corsa alla trasformazione per i piccoli editori radio

“Qualora approvata nel testo definitivo, con la novella introdotta dal Decreto Maxi Ristori le emittenti commerciali vincolate dall’obbligo di gestione di una società, di persone o di capitali con almeno due dipendenti a fronte di un tetto pubblicitario del 25% troveranno (sul piano commerciale) nuovi competitor di derivazione comunitaria“, commenta Giovanni Madaro di Consultmedia.

L’art. 27 c. 6 D. Lgs. 177/2005

Molte di esse – ove la norma trovasse conferma nel provvedimento finale –  potrebbero sfruttare tale opportunità attraverso l’art. 27 c. 6 del D. Lgs. 177/2005.
Quest’ultima, allo stato vigente, consente “alle emittenti di radiodiffusione sonora operanti in ambito locale di ottenere che la concessione precedentemente conseguita a carattere commerciale sia trasferita ad un nuovo soggetto avente i requisiti di emittente comunitaria“. “Un processo fino ad ora – annota Madaro -, irreversibile, nel senso che una volta variato il carattere concessorio da commerciale a comunitario non si può più tornare indietro“.

Reversibile e flessibile

Invece, con la nuova formulazione dell’art. 27 c. 6 (se approvata) ‘‘In caso di trasferimento di concessione per emittente di radiodiffusione sonora in ambito nazionale o locale o di trasformazione della forma giuridica del titolare, la concessione è convertita in concessione a carattere comunitario o commerciale secondo i requisiti del nuovo titolare”. In sostanza, la norma da rigida e a senso unico (da commerciale a comunitaria in forma irreversibile) diventerebbe a doppio senso e reversibile.

L’iter del Decreto Maxi Ristori

I prossimi passi per l’approvazione del testo del Decreto Maxi Ristori saranno l’esame della manovra in commissione Bilancio alla Camera mercoledì 16/12 per poi approdare all’esame dell’aula il 18. Quest’ultima dovrebbe dare il via libera in prima lettura, con una probabile fiducia su un maxi-emendamento, entro domenica 20/12. Indi, lunedì 21, la manovra approderebbe in Senato con un’approvazione presumibilmente entro il 28/12/2020. (M.L. per NL)

foto antenne di Floriano Fornasiero

 

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