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Radio locali. Divide et impera: dieci proposte per scomporre un palinsesto e ritagliarsi spazi fuori dall’omologazione

Inevitabilmente un format di successo tende a creare epigoni che illusoriamente ritengono di poterne clonare lo spirito e soprattutto i risultati.
Dalla notte dei tempi radiofonici italiani il morning show di riferimento è ”Tutto esaurito” di Marco Galli e quindi, a cascata, tantissimi altri programmi che cercano di emularlo cadendo sempre nella stessa trappola di voler incollare localmente un paradigma che funziona su una radio nazionale, ma che è tutto da verificare su una dal bacino caratterizzato.
Premesso anzitutto che si tratta di uno di quei casi in cui la fortissima e irripetibile personalità e caratura del conduttore determina la gran parte dei risultati e purtroppo non è sovrapponibile, va anche detto che per chi ama quel tipo di intrattenimento che ha una qualità assoluta, non converrebbe cercare di proporre trasmissioni analoghe alla stessa ora e che in gran parte dei casi risultano sicuramente meno appetibili proprio per i motivi indicati.
Ma spesso si va a testa bassa battendo una strada che per qualcuno è un viatico per il successo e per altri un girotondo intorno al nulla.
Come abbiamo più volte rimarcato, se le emittenti areali tornassero a fare il loro mestiere, verosimilmente sarebbe più semplice intercettare fette ricche di pubblico che magari in radio al mattino cercano altro e che potrebbero essere interessate ad un format locale.

Dalla teoria alla pratica, suggeriamo alcune rubriche che potrebbero implementare e caratterizzare un morning show attraverso proposte di facile attuazione e con una reale sostenibilità finanziaria. Senza la pretesa di porre nulla di nuovo sotto il sole, ma esclusivamente col fine di esaltare il concetto di local radio utile a chi l’ascolta.
Tra l’altro, dall’esame dei dati di ascolto appena pubblicati si evince come gli unici casi in cui una radio regionale riesca a primeggiare sui network avvenga con emittenti fortemente radicate sul territorio.
Ecco alcune proposte apparentemente sotto gli occhi di tutti ma poco utilizzate:
1) ”Professionisti al servizio degli ascoltatori”.  Un professionista fornisce consigli utili agli utenti su problematiche di vita comune. Medici, veterinari, avvocati, associazioni di consumatori, consulenti fiscali, psicologi; chiaramente si può pensare anche a categorie diverse, ma in ogni caso attingendo da professionalità di valore, conosciute e apprezzate sul territorio, che rispondono a messaggi o ancora meglio a brevi interventi telefonici degli ascoltatori. E’ una rubrica già presente su Radio 24 (per la serie gli aspetti dei network che andrebbero clonati…). Per quanto riguarda il discorso riservato ai veterinari, dato il crescente sviluppo del cd. “pet business” lo spazio potrebbe anche diventare fisso e non ruotare come gli altri (nota: in tv stanno prendendo piede addirittura canali tematici h 24 sugli animali).
2) ”600 secondi con il direttore”. In ogni città sono ben radicate e strutturate diverse testate giornalistiche che accetterebbero di buon grado una rubrica radiofonica che darebbe sicuramente maggiore visibilità al loro giornale e catturerebbe lettori. Molti di questi professionisti provengono dal mondo radiotelevisivo e quindi assolutamente in grado di reggere l’esposizione mediatica; si avrebbe in tal modo un collegamento con il territorio e con quanto sta accadendo in tempo reale, a dispetto dei soliti radiogiornali preconfezionati.

3)”Band emergenti”. Ogni regione pullula di gruppi musicali, molti anche validi, ai quali si potrebbe dare spazio per una breve chiacchierata fuori dai soliti schemi e dalle trite domande banali, proponendo poi un brano e interagendo con qualche discussione interessante magari anche sui temi di attualità del giorno che potrebbero avere connessione con il mondo dell’arte. Un ulteriore modo per essere vicini al territorio offrendo visibilità a chi opera con professionalità, uno spazio breve e non invasivo, ma di notevole efficacia per tutti.
4) “Sport minori”. Tutti parlano di calcio, ma solo della principale squadra della città, nessuno (o veramente molto pochi) si occupano di tutte le altre società dei cosiddetti sport minori, che magari vincono campionati ed hanno un buon seguito di estimatori. Ogni giorno a rotazione si potrebbero accendere per qualche minuto i riflettori su: pallavolo, tennis, basket, rugby, nuoto, scherma, arti marziali etc., stimolando la curiosità di chi segue queste società e questi sport e che potenzialmente, altrimenti, non accenderebbe la radio.
5) “Eventi Serali”. Rassegna veloce e leggera degli eventi cinema-teatro-discoteche-concerti più interessanti, arricchita ogni giorno da un veloce scambio di battute con uno dei protagonisti di questi eventi, attore, organizzatore, responsabile cinema. Anche proporre qualche accenno su un film appena uscito, chiacchierando con persone che hanno già assistito alla proiezione, può risultare molto più interessante dei semplici trailer. Rubriche analoghe esistono in qualche tv regionale in coda alle news, ma latitano nelle radio.
6) “Buone Notizie”. Ogni giorno dare spazio ad una buona notizia, parlandone con il protagonista; ci sono tante persone, associazioni di volontariato, aziende private (ma a volte anche pubbliche), che fanno qualcosa di buono a cui si potrebbe dare voce. La gente è sempre bombardata da cattive notizie, svegliarsi con qualcuna buona farebbe la differenza. Il ”Corriere della sera” da qualche tempo allega al giornale un settimanale dedicato esclusivamente all’informazione positiva, segnale inequivocabile di quanto sia necessaria un’inversione di tendenza.

7) “Storie ed aneddoti di ogni città”. Con uno storico o conoscitore della città si ripescano aneddoti, proverbi, dialetti e abitudini di una delle province all’interno del proprio bacino di utenza; esistono tantissimi aspetti interessanti che fanno parte della storia e che sono poco conosciuti, riportarli alle luce avrebbe sicuramente un buon impatto sul pubblico. Ed ancora si potrebbero riscoprire tradizioni culinarie e religiose legate al territorio, giusto per mutuare dalla televisione alla radio format di successo.
8) ”Un posto di lavoro al giorno”. Si potrebbe strutturare un rapporto di collaborazione con agenzie di lavoro interinale e con giornali del settore, verificando per bene l’affidabilità di chi propone la collaborazione, e mettere in contatto il mondo di chi offre lavoro con quello di chi cerca. Non si tratterebbe ovviamente nella gran parte dei casi di posti di dirigente a tempo indeterminato, ma esistono piccoli spiragli di collaborazioni che, una volta verificate come serie, costituirebbero in ogni caso una boccata di ossigeno e di positività.
9) ”Un lombardo (ligure, toscano, siciliano, ecc…) all’estero”. Moltissimi italiani sono riusciti a realizzarsi fuori dai nostri confini e possono raccontare un percorso reale fatto di adattamento, tentativi, soluzioni, escamotage, assolutamente utili per chi volesse effettuare lo stesso percorso. Basterebbe collegarsi tramite Skype e raccontare vantaggi e svantaggi di questa scelta e “istruzioni per l’uso” estremamente utili a beneficio di tutti, anche solo per curiosità. Visti i tanti nostri conterranei nel mondo è una rubrica che potrebbe durare all’infinito.Morning show 300x163 - Radio locali. Divide et impera: dieci proposte per scomporre un palinsesto e ritagliarsi spazi fuori dall’omologazione
10) ”La viabilità della tua città”. Proporre degli interventi veloci che informino in tempo reale su lavori in corso, rallentamenti, incidenti, esclusivamente nella zona del bacino di utenza della radio e previa verifica dell’attendibilità degli informatori. Chi si ritrova immerso nel traffico sarebbe contentissimo di evitare un ingorgo o di infilarsi in una tangenziale bloccata: proposta semplice ed efficace che fidelizzerebbe l’ascoltatore nei confronti di una radio utile.
Sono tutte idee atte alla costruzione di una radio di servizio e realizzabili senza troppi sforzi e con costi sostenibili unicamente attraverso la profusione di energie ed idee che sarebbe certamente ricompensata a livello di ascolti e di vendita del prodotto. Tra l’altro, una volta strutturata la start up iniziale, tutto diventerebbe più scorrevole: si tratta di rubriche che possono essere spalmate anche nel corso della giornata e che potrebbero restituire alla radio locale quella dignità che si è persa tra note audio terrificanti, liste di saluti e computer che trasmettono musica random.
A meno che non si ritenga che copiare ”Tutto esaurito”, “Lo Zoo di 105” o le radio di flusso siano le uniche strade praticabili per rilanciare la radiofonia locale. (U.F. per NL)