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Radio locali. Perché non sfruttare il Crowdfunding per finanziare le idee coinvolgendo gli ascoltatori?

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La prima associazione di idee che viene in mente riflettendo sul connubio tra radio e crowdfunding è inevitabilmente il progetto di Alessio Bertallot, che già nel 2014 si cimentò in un’impresa da lui stesso definita folle, ma che, alla fine, diede risultati ben superiori alle più rosee aspettative.
Chiaramente per un personaggio famoso che può contare su una fan base ben consolidata e numerosa è sicuramente più facile tentare la strada del finanziamento dal basso, metodologia molto usata in diversi campi artistici (libri, produzioni discografiche) ma poco battuta nel settore radiofonico.
Solo qualche web radio e alcuni programmi hanno beneficiato di questo strumento che invece, se ben utilizzato, potrebbe tornare utile alle emittenti medio piccole per riuscire a realizzare format e iniziative che altrimenti non vedrebbero mai la luce.

Cosi come è nella logica del reward crowdfunding che prevede per l’investitore una ricompensa proporzionata al contributo versato, le scelte dei ”premi” da elargire andrebbero a ricadere su T-Shirt, cappellini, ombrelli, etc..
Essendo ormai in disuso da tempo la moda degli adesivi, rimane sempre attuale quella di articoli che molti avrebbero piacere di usare, moltiplicando in questo modo la visibilità del brand della radio, posto che sono sempre meno le emittenti che utilizzano questo tipo di merchandising considerato un costo non produttivo o difficile da sostenere in un momento delicato.
A livello nazionale alcune emittenti dedicano da tempo spazio a questa forma di finanziamento, come nel caso di ”105 Smart Up” su Radio 105 o ”Crowd Me” su Radio 24 e, per quanto riguarda il mondo web, da rilevare anche ”Non Solo Crowdfunding” su Radio Stonata, tutte trasmissioni in cui vengono evidenziati e raccontati gli innumerevoli progetti che cercano sostenitori.105 SMART UP - Radio locali. Perché non sfruttare il Crowdfunding per finanziare le idee coinvolgendo gli ascoltatori?Accendiamo quindi i riflettori su una strada che riteniamo da percorrere in ogni caso come un tentativo di imboccare percorsi alternativi che, nella peggiore delle ipotesi, avranno comunque costituito un’opportunità per sfornare e sostenere idee che altrimenti continuerebbero a restare confinate nel limbo delle buone intenzioni.
Se in molti altri campi legati all’arte funziona con risultati che aumentano di anno in anno (evidenziati dal successo di piattaforme come Eppela, Musicraiser, Crowdfundme, etc… che continuano a crescere per interesse e quantità di progetti segnalati), dovrebbe funzionare ancora meglio per una radio che può contare su pubblico numeroso e fidelizzato da poter stimolare giornalmente e, teoricamente, dovrebbe essere agevolata in questa ricerca in quanto i potenziali sostenitori sono gli stessi che l’ascoltano ogni giorno.
Risultano essere chiaramente avvantaggiate quelle radio che possono contare su un pubblico attento e che avranno la capacità di creare progetti stimolanti e coinvolgenti per far potenziare la propria struttura lanciando una sfida interessante, anche per toccare con mano se gli ascoltatori rilevati dai dati di ascolto esistono davvero e se, oltre ad essere un numero, siano anche un corpo e un portafogli. (U.F. per NL)