Radio. Mondadori: ipotesi uscita a tutto tondo. Emittenti nazionali e superstation sul mercato

Terremoto in arrivo nel comparto radiofonico (nazionale) italiano. L’acquisizione di R 101 (Mondadori) da parte di RTL 102,5 potrebbe avere ulteriori ripercussioni di portata forse imprevedibili.

La definizione del deal sarebbe imminente (comunque entro il 30 giugno) e la cifra dovrebbe aggirarsi sui 35 mln di euro a fronte di un fatturato di 11 mln di euro. Un affare per Lorenzo Suraci, editore della prima radio italiana, ma anche un bello sgravio di costanti perdite per Mondadori. Un investimento in questo momento comunque importante per la radio dei Very Normal People (fatturato circa 50 mln di euro con una sola radio), ma che consentirà al player di Cologno Monzese di diventare il secondo polo radiofonico privato per fatturato, davanti a Elemedia (circa 50 mln di fatturato con 3 radio) e solo dietro a Finelco (70 mln con 3 radio, da un paio d’anni in cerca di una successione nelle quote di minoranza di RCS), per l’Antitrust secondo operatore nazionale dopo la RAI quanto a raccolta pubblicitaria. Ma la novità dell’ultima ora è che – da quel che si mormora -, alienata R 101, Mondadori potrebbe uscire definitivamente dal settore radiofonico, sganciandosi anche dalla raccolta pubblicitaria conto terzi attraverso Mediamond. E qui cominciano le riflessioni: la concessionaria captive del gruppo di Segrate ha contratti in esclusiva con i network nazionali Radio Italia (che pesa oltre il doppio di R 101 come fatturato ed ascolti) e Radio Kiss Kiss (uniche radio nazionali che ancora affidano a società non controllate la raccolta) e con le superstation Radio Subasio (che, quanto ad ascolti, pesa come una nazionale di basso livello) e Radio Norba e un suo disimpegno determinerebbe nuovi accasamenti che potrebbero alterare pesantemente gli equilibri commerciali (soprattutto per i gruppi monoemittente come RDS e Radio 24, che si troverebbero a fronteggiare poli forse rafforzati, anche se non si può escludere, al contrario, un processo di frammentazione), con la nascita di strutture captive (modello considerato vincente alla prova dei fatti) o la successione in enti indipendenti esistenti (ritenuti però poco performanti dagli operatori). Sta di fatto, che il disimpegno di Mediamond dalla radio confermerebbe quello che è sempre stato supposto: l’acquisizione di altre emittenti da collocare sul mercato pubblicitario era solo strumentale allo sviluppo commerciale di R 101 e non già un evento impulsivo di un processo virtuoso per il settore. Un’altra variante che potrebbe alterare lo status quo è la destinazione da parte di Mondadori di GBR, il vettore nazionale di programma estero che originariamente veicolava i programmi di Voice of America in Italia e che (nell’idea di Angelo Borra, allora titolare di Radio 101) avrebbe dovuto trasportare oltre un decennio fa Rock FM Europe, un format identico a quello successivamente presidiato da Finelco con Virgin Radio. Allo stato, di tale emittente (del tutto assimilabile sul piano giuridico a RMC Italia) non si conoscono le sorti. Se tutto andrà come dovrebbe andare, potrebbero essere anticipati i botti di fine anno. (M.L. per NL)
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