Radio. Santalmassi via da Radio24… dava fastidio al governo o a De Bortoli?

Un paradosso. Come se un allenatore mandasse via senza spiegazioni la punta di diamante della sua squadra di calcio


Affari Italiani

E’ un po’ quello che è successo a Radio 24. Sotto la direzione di Giancarlo Santalmassi l’emittente del gruppo Sole 24 ore ha visto un aumento degli ascolti del 40% con una media stabile superiore ai 2 milioni di spettatori. Roba da dare un premio. E invece i vertici hanno deciso che il direttore andava cambiato. Detto, fatto. Il suo contratto, in scadenza, non è stato rinnovato e dal 6 ottobre il suo posto sarà occupato da Gianfranco Fabi, attualmente vicedirettore vicario del Sole 24 Ore.

Cosa è successo? Chiederselo è più che legitttimo. Fornire risposte che vengano confermate dai diretti interessati è più complesso. Strano a dirsi ma aleggia un po’ di tensione. Le ipotesi più probabili sono due. La prima: Santalmassi faceva una radio troppo critica nei confronti del governo. Al punto che, ma sono voci di corridoio, ambienti vicini all’esecutivo stavano iniziando a criticare sempre più frequentemente la conduzione di Santalmassi per il suo spirito “critico e provocatorio”. Già nel 2003 il direttore era stato allontanato dalla radio più o meno per motivi simili. Nella puntata del 22 marzo 2002 di Viva Voce, l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga criticò pesantemente Antonio D’Amato, allora presidente della Confindustria (proprietaria della radio). E l’episodio costò caro al direttore.

Santalmassi rientrò poi nel 2005, si dice voluto fortemente da Montezemolo e Cipolletta. Se questo è vero, è indubbio che con l’uscita dai vertici di entrambi (rispettivamente da Confindustria e Sole), la posizione del direttore sia diventata meno intoccabile.

Altra domanda legittima: e Ferruccio De Bortoli? Si è dispiaciuto, ma non ha potuto (o voluto) difendere il numero uno della radio. Il presidente del Gruppo Sole 24 Ore , Giancarlo Cerutti, avrebbe voluto al posto di Santalmassi Alfonso Dell’Erario, ex capo delle relazioni esterne di Confindustria ai tempi di D’Amato. La redazione è insorta e proprio De Bortoli si è opposto alla scelta di Dell’Erario (che qualcuno caldeggia come successore di De Bortoli alla direzione del Sole 24 Ore), senza però schierarsi in difesa di Santalmassi.

Nota a margine. Esce un amico di Cipolletta, entra un altro suo amico. A partire dal prossimo 15 settembre Alberto Orioli assumerà infatti l’incarico di capo dell’edizione romana del giornale, in sostituzione di Aldo Carboni che lascerà il suo impiego per raggiunti limiti di età.

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