RAI, dg Dall’Orto: sfida 2016 sulla base di riassetto economico. Ma costi personale 2015 aumentano anziché diminuire

Sotto il titolo “Gruppo Rai-contesto di riferimento e posizionamento competitivo”, il neo d.g. della concessionaria pubblica del servizio radiotelevisivo Antonio Campo Dall’Orto ha illustrato al cda RAI il suo programma.

Il documento definisce l’attuale offerta della RAI, illustrando gli elementi ritenuti rilevanti per il confronto con governo e istituzioni (concessione e canone). Dall’Orto, nell’illustrazione, sottolinea i sei assi portanti della tv pubblica: news (24 edizioni giornaliere dei tg), intrattenimento (oltre 6mila ore di programmazione), sport (oltre 17,5mila ore annue), film e fiction (più di 5,5mila ore di fiction prodotte con l’apporto di RAI), cultura, ragazzi (oltre 2mila ore di programmazione). Per il d.g., il target è trovare nuovi formati, anche ibridi, partendo  da un budget 2015 del gruppo che dovrebbe chiudersi con 18 mln di perdita a causa della diminuzione del canone (circa 87 mln al loro dell’Iva; ma in caso contrario, il risultato sarebbe positivo per quasi 50 mln) e di un flusso pubblicitario di 675 mln (di cui 556 mln dalla tv generalista e 76 dai canali specializzati). Nel dettaglio, il documento attesta un calo dei costi per beni e servizi, a fronte tuttavia di una preoccupante crescita del costo del personale (oltre 12.000 dipendenti a tempo indeterminato – in aumento dagli 11.661 del 2012 per la regolarizzazione dei precari – di cui solo il 2% ha meno di 30 anni, l’8% supera i 60 e il 18% è tra i 55 e 50 anni). (E.G. per NL)
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