Rai. Elezioni paralizzate

La nomina del presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza tarda ad arrivare a causa di disaccordi fra opposizione e maggioranza. Si parla di riconferme nel consiglio: interessati Bianchi Clerici(Lega), Rizzo nervo (Pd) e Petroni


Non si riesce a trovare un accordo per la nomina di presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai. Per la terza volta in una settimana, si vota a vuoto. Leoluca Orlando dell’Idv è favorito dall’opposizione ma osteggiato dalla Lega. Durante la votazione, infatti, la maggioranza non ha imbucato la scheda nell’urna ed è così venuto a mancare il numero legale. Nel giro di 15 minuti era tutto finito lasciando rabbia fra i “dipietristi” che chiedono un incontro urgente con i presidenti di Camera e Senato. Accusa Giorgio Merlo (Pd) presidente pro tempore della bicamerale in quanto ex vice di Landolfi: “Prendiamo atto del loro comportamento irresponsabile”, riferendosi al fatto che i due schieramenti si danno la colpa l’un l’altro, praticando il classico scaricabarile. Roberto Cullo invece sottolinea che “La destra ha perso la testa, ha paralizzato la Rai per l’ansia di impossessarsi delle poltrone”. “Ma quando mai!” risponde la controparte. Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato, spiega che non si è giunti ad una conclusione “perché manca l’intesa sui nomi che guideranno i vertici Rai. Dicano loro chi vogliono alla presidenza, evitiamo di mettere inutilmente nomi sulla graticola”. Sul piatto c’è la nomina del presidente della tv pubblica Claudio Petruccioli, su cui Gasparri ricorda fiducioso che “potrebbe anche andar bene”. Si parla, per ora, di Stefano Parisi come direttore generale e tra i consiglieri i riconfermati Giovanna Bianchi Clerici (Lega), Nino Rizzo Nervo (Pd) e Angelo Maria Petroni. E in più Rodolfo de Laurentiis, nuovo arrivato (Udc), Pietro Calabrese (scelto dal Pd), Pietro Melograni, Guido Paglia e Alessio Gorla (Pdl). In una dichiarazione congiunta di Pdl-Lega-Mpa, si legge: “L’elezione del presidente della Vigilanza non può prescindere da un’intesa più generale che consenta di designare presidente e consiglieri”. Giovanna Meandri, Ministro ombra per le Comunicazioni così ammonisce ricordando che “Non c’è nessun mercato per le candidature”. I capigruppo dell’Idv Massimo Danadi e Felice Belisario affermano sdegnati: “Quanto sta accadendo in Commissione di Vigilanza è grave e inaccettabile, uno strappo senza precedenti ad ogni regola istituzionale”. E ancora, il radicale Marco Beltrandi chiede l’intervento di Fini e Schifani. L’unico che pensa positivo è Roberto Rao dell’Udc: “Le condizione per procedere all’elezione del presidente ci sono”. Ed è questa la speranza per non rischiare di assomigliare a certi bambini capricciosi e testardi. (Sara Fabiani per NL)

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