Rai: il Tar del Lazio accoglie il ricorso dell’ex consigliere Petroni. Bufera su Padoa-Schioppa

L’ex consigliere, sollevato dal suo incarico su richiesta del Ministero dell’Economia, aveva presentato ricorso contro la decisione dell’azionista


La revoca dell’incarico di consigliere del CdA Rai, ai danni di Angelo Maria Petroni (foto), fu illegittima. Lo ha deciso la III sezione ter del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presieduta da Italo Riggio. Questo è, certo, solo il primo passaggio di una guerra legale tra Petroni ed il Ministero dell’Economia che, presumibilmente, si protrarrà molto a lungo.
Petroni, consigliere in quota Cdl, nominato nel 2005 dall’allora ministro Domenico Siniscalco come suo rappresentante in CdA, aveva ricevuto la diffida da parte dell’attuale ministro, Tommaso Padoa-Schioppa, a causa dell’interruzione del “rapporto di fiducia” che lo legava all’azienda. Il ministro aveva inviato, infatti, una comunicazione al premier Prodi lo scorso 11 maggio, chiedendo la convocazione dell’assemblea dell’azienda per revocare la carica a Petroni. Appena cinque giorni dopo, il ministro, convocato dalla Commissione di Vigilanza, presieduta da Mario Landolfi, aveva spiegato le ragioni dell’incompatibilità tra il consigliere e il CdA, sostenendo, oltretutto, che “se la Rai fosse stata assoggettata al semplice regime civilistico, avrei assunto la decisione della revoca nei confronti dell’intero consiglio”. Il CdA, svoltosi lo stesso giorno, fissa l’assemblea per il 4 o 5 giugno, salvo rimandarla, poi, all’11 giugno, a causa della diserzione della prima da parte dei consiglieri. Nel frattempo, però, il 7 giugno la III sezione ter del Tar del Lazio sospende le procedure di revoca del consigliere, sottraendo, quindi, qualunque significato all’assemblea della società. La decisione, impugnata da Palazzo Chigi al Consiglio di Stato, viene successivamente ribaltata: il G.A. di secondo grado accoglie la richiesta del governo e dà via libera alla convocazione dell’assemblea. Petruccioli fissa per l’8 agosto la riunione del CdA che deve convocare l’assemblea: per due volte non si raggiunge il numero legale, a causa delle defezioni dei consiglieri della Cdl. Di fronte alla minacce di sanzioni da parte dell’azienda, il CdA viene riconvocato per il 20 agosto: i consiglieri dell’opposizione sono tutti assenti e tocca al collegio dei sindaci convocare l’assemblea per il 10 settembre. Cinque giorni prima della data fissata, la Commissione di Vigilanza tenta per l’ultima volta di bloccare tutto ma, il 10 settembre, come stabilito, l’assemblea viene convocata e revoca il mandato a Petroni, sostituendolo con Fabiano Fabiani, ex direttore centrale dell’Iri, amico di Prodi e vecchia conoscenza della Rai (vi era entrato nel 1955 come giornalista). Tutto sembrerebbe finito ma il 26 settembre la Vigilanza decide di elevare davanti alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzioni nei confronti di Padoa-Schioppa e l’8 novembre il Tar del Lazio si riserva di decidere snel merito ul caso. La decisione, giunta stamani, giudica “illegittima” la revoca di Petroni. Si attende, intanto, che vengano rese note le motivazioni di questa decisione, che annulla l’intera procedura. Il cammino legale della vicenda, comunque, è ancora prevedibilmente lungo ed impervio. Con l’opposizione che, nel frattempo, chiede a gran voce le dimissioni del Ministro dell’Economia. (Giuseppe Colucci per NL)

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