RAI, Libersind: lettera aperta

Anche la RAI e’ stata definitivamente monopolizzata dal governo di sinistra, creando una emergenza democratica nel paese


Riceviamo e pubblichiamo da Libersind.it

Il Sindacato Autonomo LIBERSIND – CONF. SAL. denuncia con tutta la sua forza l’incresciosa situazione venutasi a creare nel governo del servizio pubblico Radiotelevisivo con la cacciata del Dott. Petroni dal C.di A. della RAI.
Da oggi l’alta Dirigenza RAI e’ totalmente nelle mani del Governo Prodi, eletto per pochi centinaia di voti e governa la RAI TV al 100 per 100 a danno del restante 50% che paga l’abbonamento TV e produce la stragrande maggioranza della pubblicita’.
Il Sindacato Vuole ricordare che e’ la prima volta nella storia della RAI, che la guida politica e amministrativa dell’azienda e’ cosi’ appiattita sulla coalizione di Governo, senza lasciare spazio alle minoranze.
Presidente Petruccioli di Sinistra, Direttore Generale Cappon di Sinistra, C. di A. a maggioranza di Sinistra, Direttori, Vice Direttori, sotto pancia e saltimbanchi a stragrande maggioranza di sinistra. Come si vede la RAI e’ occupata in tutte le sue parti nevralgiche con un governo totalitario di vecchia memoria.
Vogliamo ricordare che le risorse economiche della RAI provengono dalla pubblicita’ e dagli abbonamenti.
Visti gli squilli di tromba e l’insistente suono delle sirene, il LIBERSIND e’ fortemente preoccupato se si dovesse assistere a un calo vertiginoso delle risorse, con la diminuzione della pubblicita’ e degli introiti sugli abbonamenti, il tutto come contro reazione a un governo totalitario, per togliere il megafono nelle mani della sinistra sempre piu’ arrogante e insolente.
Tutto questo scenario creerebbe danni incalcolabili per la RAI che e’ un bene prezioso e indispensabile per la crescita civile del paese e di conseguenza verrebbero tagliati centinaia e centinaia posti di lavoro a danno dell’occupazione gia’ molto precaria.
Il LIBERSIND si augura che a breve ci sia una sana e concreta riflessione e prevalga il buon senso e si possa tornare a governare la RAI con il contributo di tutte le forze politiche, sociali, istituzionali e culturali presenti nel paese.

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