RTv, caso Torricelle (Vr). Dopo la toppata di Report, interrogazioni parlamentari. La redazione (ri)replica. Anche la figuraccia

"Una smentita è una notizia data due volte" (G. Andreotti). Successivamente alla pubblicazione dello svarione in cui era incorsa la trasmissione Report di Raitre, che aveva denunciato la presenza di impianti radiotelevisivi abusivi "a scrocco" su una torre storica di Verona (Massimiliana) di proprietà del demanio, "dimenticandosi" che tra questi ve ne era anche uno della RAI, è stata presentata da quattro parlamentari di Fare un’interrogazione parlamentare sulla vicenda.

Buon senso, deontologia professionale e stile avrebbero voluto che il team della Gabanelli facesse un passo indietro ed ammettesse l’errore (che può capitare ad ogni giornalista). Invece no, dopo la prima imbarazzante risposta di Report, ne è seguita una seconda, che lascia basiti per l’ostinazione e l’arroganza dei giornalisti della trasmissione nel difendere il palesemente indifendibile, adottando il criterio dei "due pesi, due misure". "La Rai trasmette dalla Torricella Massimiliana, ma non ha impianti abusivi, né ha allacci a contatori dell’energia elettrica abusivi – spiega la nuova replica di Report – Sulla posizione della Rai, Report ha dato un’informazione completa sul suo sito. Nel corso dell’inchiesta andata in onda domenica, Report ha fatto esclusivamente i nomi dei veri abusivi e per tale reato la Rai non è mai stata indagata. Gli onorevoli Matteo Bragantini, Roberto Caon, Marco Marcolin ed Emanuele Prataviera dovrebbero saperlo, visto che citano le inchieste giudiziarie. Se hanno letto le carte della magistratura, hanno sicuramente visto che il nome della Rai non c’è, né c’è mai stato. Gli onorevoli dovrebbero anche sapere che gli abusivi sono quelli che nei decenni hanno piantato e tirato su tralicci, antenne e ripetitori, trapanando un monumento, facendosi anche allacciare abusivamente la corrente dalla municipalizzata veronese senza avere titoli. Gettare il nome della Rai nella mischia è solo un maldestro tentativo di spostare l’attenzione e alzare una cortina fumogena dietro la quale nascondere i veri responsabili. Report, come sempre. ha svolto servizio pubblico. Ha svelato per la prima volta i nomi degli abusivi e di quanto devono indennizzare lo Stato. Affermare che la storia delle antenne sulle Torricelle è nota da 30 anni non è certo una giustificazione, semmai un’aggravante, visto che gli abusivi sono ancora tutti lì, su un monumento vincolato e senza mai aver pagato un euro di canone. antenne%20torricelle%20verona - RTv, caso Torricelle (Vr). Dopo la toppata di Report, interrogazioni parlamentari. La redazione (ri)replica. Anche la figuracciaForse gli onorevoli preferivano il silenzio sulla vicenda, lo stesso nel quale gli abusivi hanno proliferato. Se Report avesse trattato un caso di abusivismo nel meridione, siamo certi che gli onorevoli sarebbero stati al nostro fianco. Ma il caso è a Verona e tanto basta. E non è vero che non è interessante questa storia, è la metafora dell’assoluta impotenza da parte delle istituzioni di tutelare e restituire alla comunità un bene che è di tutti. Questa vicenda ha talmente colpito che all’ Istituto Comprensivo Guicciardini di Roma, gli insegnanti hanno chiesto agli alunni di svolgere un tema dopo aver visionato l’inchiesta di Report . Speriamo che la lezione su come non va trattato un bene pubblico serva a formare le nuove classi dirigenti, visti i risultati di quelle attuali. Ci fa piacere che gli onorevoli abbiano a cuore le casse della Rai al punto da presentare un’interrogazione parlamentare per sapere quanto è costata l’inchiesta di Report. Potrebbero però preoccuparsi di far pagare il canone Rai al loro leader e sindaco della città scaligera, visto che ha dichiarato nel corso di una trasmissione che va in onda da antenne abusive, di non averlo mai pagato. Da cittadini gradiremmo poi che lo stesso impegno gli onorevoli lo mettessero nel raccogliere i milionari indennizzi che devono gli abusivi delle Torricella. Comunque li rassicuriamo: l’inchiesta di Report è costata molto poco. Ci saremmo invece aspettati dagli onorevoli un’interrogazione per capire perché in più di 30 anni, Comune, Demanio, Procura e Sovrintendenza, anche essendone consapevoli, hanno lasciato irrisolto il problema della Torricelle, facendo cadere tutto in prescrizione. Avrebbero dovuto cercare di capire perché si consente ancora oggi che qualcuno da abusivo continui impunemente a fare la cresta sui beni dello Stato, come ha dimostrato Report nell’inchiesta di domenica scorsa. Ma tutto questo implica amore per la Cosa Pubblica. Invece ancora una volta pare che il problema sia Report che tutte quelle storture le denuncia". Un esempio da manuale di come sgretolare la credibilità faticosamente costruita nel tempo da una trasmissione. (M.L. per NL)
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