Sempre meno cinema e sempre più dvd in Italia

Il presidente di Univideo si dichiara soddisfatto ma attacca: il vero trash è sul web


Risultati altalenanti quelli riportati da Univideo, l’unione italiana editoria audiovisiva, presieduta da Davide Rossi (foto). A fronte di una ottimo risultato nella vendita di dvd, per i quali le famiglie italiane spendono annualmente circa un miliardo di euro, si registra un calo spaventoso nel mercato del cinema. I dati sono allarmanti: -20% di spettatori nel mese di ottobre, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, previsioni secondo le quali i dati sono destinati a divenire ancor più “tragici” per il grande schermo. Le motivazioni non vanno certo ricercate in un “calo del desiderio cinematografico” da parte della popolazione italiana, come dimostra l’ottimo andamento del mercato dei dvd, ma in un mancato adeguamento di chi gestisce tale settore ai cambiamenti che portano le innovazioni tecnologiche. E’, ad esempio, quantomeno poco lungimirante il mantenimento (o, anzi, il leggero aumento) dei prezzi per spettacolo cinematografico, a fronte dell’ imperversare dei dvd e del mercato dell’audio-video “pirata”sul web. Davide Rossi, presidente di Univideo, sottolinea, però, come i dvd non sottraggano pubblico al grande schermo, essendo, a parer suo, un mercato a parte, complementare a quello cinematografico: “I nostri migliori risultati li abbiamo ottenuti con L’era glaciale 2 e Il codice da Vinci, che avevano esaurito il loro percorso in sala”. Intanto, a proposito dell’interrogazione parlamentare proposta dal ministro per le politiche giovanili e le attività sportive Giovanna Meandri, in merito all’eccesso di violenza presente in alcuni videogiochi diffusissimi tra i giovani, Rossi non è d’accordo, anzi “dirotta” il discorso sul web, ammonendo come internet veicoli video di livello ancora inferiore rispetto ai videogiochi o a quelli che si trovano sul piccolo schermo, perlopiù senza filtro. “Occorrerebbe un intervento altrettanto rapido e incisivo contro i siti internet dove vengono esposte immagini ancor più violente e raccapriccianti” critica Rossi, “filmati di sette minuti sull’uso della carta igienica, un corto che si intitola Ragazzina scema mostra le tette ai compagni di classe, oppure Gara di peti. Si può parlare di libertà d’espressione in questi casi?”. Si può non apprezzare (e pare anche giusto nel caso in questione) questo tipo di filmati, ma è innegabile come anch’essi siano frutto di quella splendida conquista delle società civili, chiamata libertà d’espressione. Il presidente Rossi, invece, ritiene che “se questa è libertà d’espressione, io preferisco avere un bavaglio e chiedo di farlo mettere a chi usa in questo modo internet e a chi ne trae guadagno”. Uno schiaffo alla democrazia. Rossi “salva” persino la trash-tv dei reality show, in confronto con i video che circolano in rete, “perlomeno i reality hanno un filtro, in rete non ve n’è nessuno, con la scusa della libertà d’espressione”. Meglio il trash costruito, voluto e cercato dei reality show, quindi, che la goliardia, seppure di cattivo gusto, della Gara dei peti. (G.C. per NL)

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