Settimana settoriale. Caso Audiradio davanti ad Antitrust; logo nuova Italia Network; Ferrara a R24; Corecom Toscana premia radio virtuose; Francia, slitta DMB-T

Tv: L’Espresso rilancia con Second Tv; scomparsa protesta Sky su IVA pay; Stampa: sempre peggio il confronto con Internet


Nella prima settimana dell’anno l’argomento che ha tenuto banco nel settore radiofonico è ovviamente stato il ritorno in FM di Radio Italia Network. Il nuovo editore, Domenico Zambarelli, sta centellinando le informazioni a riguardo: ora si sa che l’emittente, oltre che in FM in alcune regioni italiane e attraverso il web, sarà diffusa anche via sat. Il nuovo logo, che questo periodico ha avuto in anteprima, rispecchia la volontà di riprendere il progetto editoriale originario, quello di Udine per intenderci.
Intanto, la decisione di Audiradio di alzare la soglia di rappresentatività nelle rilevazioni dell’ascolto radio a 30 casi, segnalata il 3 dicembre scorso su queste pagine , incomprensibilmente trattata con sostanziale indifferenza dei rappresentanti delle emittenti locali, finisce al vaglio dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha aperto un fascicolo a seguito della denuncia della REA Radiotelevisioni Europee Associate, unico soggetto portatore di interessi diffusi ad avere preso concreta posizione. Al di là del merito, la vicenda evidenzia ancora una volta la debolezza o l’inerzia dei sindacati di categoria delle emittenti locali nella gestione delle grandi questioni che interessano il settore. Situazione su cui gli editori farebbero bene a riflettere…
Di rilievo anche l’arrivo a Radio 24, sempre più lanciata, di Giuliano Ferrara, che presidierà la mattinata.
Novità tecnologiche ma purtroppo non finanziarie per il disastrato progetto di radio digitale satellitare (DAB-S) statunitense Sirius XM, che continua a navigare in acque tempestose. E la radio digitale va male un po’ dappertutto, come conferma anche la decisione francese di spostare l’assegnazione delle frequenze DMB-T. Una piccola soddisfazione locale per la radiofonia viene dal Corecom Toscana, che decide di premiare le emittenti più virtuose. Negli USA entra in vigore il nuovo sistema che le stazioni radio via etere, Internet, cavo e satellite devono utilizzare per riferire alla Commissione i brani effettivamente trasmessi e avere, sulla base di questi elenchi, l’esatta indicazione di quanto pagare.
Importanti novità, invece, in televisione, dove il gruppo L’Espresso lancia un forte messaggio al settore smentendo coi fatti il proprio disimpegno dal medium: sul mux del network provider Rete A è infatti visibile dal 23 dicembre 2008 Second Tv, il primo degli annunciati 12 nuovi contenuti digitali. E in tema di DTT, si segnalano problemi non indifferenti in alcune zone della Sardegna (rilevati anche dal critico Grasso sulle pagine del Corsera).
Si conferma la sparizione, senza ufficiale spiegazione, della campagna di protesta di Sky contro l’aumento dell’IVA sulle pay tv (che resta confermato), che tante scempiaggini aveva fatto dire ad una folta schiera di parolai professionali. Berlusconi spiega il perché del dietro-front di Murdoch. Si schiera invece sulla porno tax la parlamentare Poretti.
Le emittenti tv locali, che avevano tirato un sospiro di sollievo dopo la sentenza del TAR Lazio che annullava la delibera Agcom sul blocco delle chiamate, rischiano una nuova batosta per la pubblicità di maghi e cartomanti.
Brutte notizie per Internet – che pure si espande sebbene rallentando la velocità – da ogni dove: chiude la web tv di Tiscali (la tv su Internet pare invece vada forte tra le banche); in Germania la polizia giudiziaria è autorizzata a spiare computer di casa; il social network Facebook appare meno free di quel che si pensava (non che vada meglio per radio e tv, del resto); negli USA, per la prima volta dalla nascita del web, diminuiscono le vendite online. In Italia, tuttavia, le cose probabilmente sono andate in maniera diversa.
Male anche la stampa: con una lettera-denuncia del CdR agli azionisti del «Corriere della Sera» viene reso noto che la raccolta pubblicitaria (-30 milioni di euro?) in caduta libera è uno soltanto dei mali che affliggono il gruppo. Negli USA, invece, salta un tabù storico: il NYT apre alle inserzioni in prima pagina, segno inequivocabile di difficoltà crecenti.
Ma i problemi che martellano la carta stampata prescindono in parte dalla crisi finanziaria internazionale, essendo ormai da tempo il più antico medium messo sotto scacco da Internet, in una lotta impari in cui il vincitore è scontato. Un processo a detta degli esperti, irreversibile.
Voce fuori dal coro della crisi il cinema, che pare godere in qualche modo della congiuntura negativa, invertendo la tendenza col segno meno dell’accesso alle sale. Si attendono, come al solito, fini spiegazioni sociologiche del fenomeno.
Sul fronte normativo sono da rilevare la pubblicazione in G.U. della Finanziaria 2009 e del provvedimento del Garante della Privacy recante le misure e gli accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati con strumenti elettronici relativamente alle attribuzioni delle funzioni di amministratore di sistema.
Da segnalare poi la campagna di controlli a tappeto a Milano da parte di ARPA per accertare la presenza di elettrosmog nelle scuole poste in prossimità di insediamenti radioelettrici.
Infine, per il consueto appuntamento sulla storia della radiotelevisione privata italiana, una chicca su Rete A 21, la prima syndication tv italiana. Nel 1974.

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