Settimana settoriale. Riorganizzazione MSE-Com: ritorno a passato. Radio: sofferenza digitale terrestre e successo streaming. Tv: digitale della discordia e guerra piattaforme. Tv locali: vasi coccio tra vasi ferro

Elettrosmog: a protestare con eccessiva veemenza si va a giudizio. Privacy: posizioni controverse giurisprudenza. La DGSCER MSE-Com chiarisce: province hanno titolo a istanze ex art. 30 D Lgs 177/2005


Nel gennaio 1969 esordiva in casa RAI (e dove altrimenti, visto il periodo?) “Chiamate Roma 3131”, un programma che avrebbe cambiato il modo di fare radio nel nostro paese.
Quattro decenni dopo, la radio cerca soprattutto di evolvere a livello tecnologico, non mutando nei contenuti, ma nelle modalità di fruizione: è ormai chiaro che la piattaforma centrale del digitale radio sarà il Web. Così, si cerca di migliorare la qualità dell’ascolto in streaming (ormai il 20% circa degli utenti della radio ascolta anche attraverso Internet): Radio Italia Network, nuova versione, punta molto sulla rete e si propone in streaming HQ. Del resto, le opportunità per facilitare l’interazione tra rete e radio sono sempre di più: RadioBee, per esempio, è un software che consente il mobile streaming sui palmari BlackBerry.
Anche sull’analogico terrestre, tuttavia, la radio è dinamica: a Padova due grandi stazioni quali Radio Padova e Radio Company tentano un’alleanza.
Sul fronte Audiradio, mentre non si placano le polemiche sul “caso soglia”, si esaminano i dati del 2008, traendo importanti indicazioni, come, ad esempio, la ripartizione dell’ascolto delle reti nazionali su scala regionale. Con grandi sorprese.
All’estero, Radio Maryja tenta il business delle energie rinnovabili, ma fallisce l’impresa geotermica “benedetta”.
Come al solito, la radio digitale divide gli inglesi con una polemica che coinvolge, curiosamente, il regolatore OFCOM, la radio digitale DAB e la vecchia modulazione di GB.
Sempre in UK, dalla BBC (che registra un successo inaspettato dai più per la culturale Radio 4) partono i nuovi esperimenti di Visual Radio; non si tratta però di trasformare la radio in tv, ma di individuare nuove chiavi di interpretazione cross-mediale.
Pure in Francia la radio digitale è controversa: il DMB non va giù alle emittenti più piccole, che cominciano a far nascere i primi collettivi di lotta.
Sul fronte satellitare radiofonico, da registrare l’asta per il provider Worldspace, che vede in lizza Astra ed un editore italiano. Sempre in tema di DAB-S, ovviamente continuano le difficoltà per Sirius XM, che tuttavia tenta lo sbarco su iPhone a confermare la tendenza all’integrazione tra radio (di qualsiasi tecnologia) ed il web.
In ambito tv, naturalmente, ha tenuto banco il digitale terrestre, contro il quale si levano voci sempre più critiche. Una su tutte, quella del Corriere della Sera che, con un articolo di Aldo Grasso titolato “Prime sconfitte”, definisce il DTT una “tecnologia costosa, limitata, obsoleta” (come dimostrato dall’esperienza difficile in Sardegna), soccombente in partenza nel confronto con la sat tv. Scontata la pronta reazione del sottosegretario Romani: “Il digitale terrestre non è un errore“. Le critiche devono essere tanto forti da aver fatto decidere a DGTV di acquistare un paginone sul Corsera per spiegare che in verità va tutto bene. E lo speriamo vivamente per loro, vista l’esposizione diretta…
Comunque sia, si procede verso lo switch-off: la Valle d’Aosta stanzia 1,25 milioni di euro per agevolare il passaggio al digitale terrestre che avrà luogo tra il 14 ed 23 settembre 2009.
Che però non saranno solo rose e fiori come vorrebbe Romani (anzi!), le emittenti locali e le reti nazionali minori l’hanno capito, anche se un po’ di colpevole ritardo. Così Retecapri apre il fronte di guerra per il digitale tv, all’affolato Tavolo tecnico per il digitale in Trentino-Alto Adige non firma il verbale e dirama un durissimo comunicato.
Ma la guerra è anche sul fronte della pay tv, con le mosse e contromosse di Sky-Murdoch e Mediaset-Berlusconi. Per molti ormai non ci sono più dubbi: Mediaset e Sky da qui in avanti saranno protagoniste della guerra digitale tra le piattaforme con il sat a fare da DDT del DTT.
Sky.it si avvicina intanto al sito della Rai per numero di utenti unici: a dicembre 2008 il sito di Murdoch ha fatto un salto del 17,3%, rispetto a novembre, portandosi a quota 2,2 milioni di utenti unici.
E proprio sul monopolio Sky-Mediaset l’associazione CNT-TPD (che insieme al Conna ha preso posizioni molto dure a riguardo delle modalità di gestione della migrazione tecnologica, a differenza degli altri sindacati che pare le condividano, assumendo così grandi future responsabilità) illustra i dati che confermano la tendenza: il mercato televisivo italiano ha raggiunto il valore di 8,7 miliardi di euro. Con una crescita superiore al 5% annuo, varrà a fine 2010 9,6 miliardi.
Ancora a riguardo del DTT, va dato conto della decisione di Mediaset di applicare un mini-sconto agli abbonati per compensare il raddoppio dell’IVA (per effetto del decreto anti-crisi del governo Berlusconi). Suggerimento che, del resto, avevamo dato a Murdoch sin dall’inizio.
Intanto, sul piano dell’informazione tv, se rientrano i licenziamenti de La7, protestano i dipendenti di Sky.
Per Eurispes la tv non soddisfa, ma rimane il mezzo più scelto dagli italiani per tenersi informati, anche se non ne sono soddisfatti e la considerano superficiale e diseducativa.
Passando all’editoria, questa settimana sono stati analizzati i pro e i contro dei giornali gratuiti, settore in evoluzione anche nell’interazione con i blog attuata negli USA.
Intanto, Yahoo punta al New York Times: lo rivela il sito del settimanale finanziario Barron’s secondo cui le mire sul quotidiano americano del nuovo amministratore delegato di Yahoo!, Carol Bartz, farebbero parte di una strategia più ampia nella quale sarebbe coinvolta anche Microsoft.
Aumentano i lettori dei siti dei quotidiani, calano quelli su carta. In America la carta stampata e’ in stato precomatoso mentre il giornalismo on line gode di ottima salute anche se in qualche caso ciò non basta.
Sul fronte istituzionale, da registrare la definitiva riorganizzazione del MSE-Com, che in realtà appare più come una conferma del passato. Con l’occasione si parla anche delle periferie, con indiscrezioni sull’istituzione di Super Ispettorati a fronte di depotenziamento a dipendenze regionali delle sedi minori.
Agcom invece ha fornito precisazioni sulla disciplina dei sondaggi politici ed elettorali con cui si stabilisce che i risultati dei sondaggi possono essere diffusi solo se accompagnati dalle indicazioni previste dalla disciplina vigente. L’organo di garanzia ha dato altresì avvio al procedimento istruttorio per l’approvazione delle linee-guida per la commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi relativi alle competizioni sportive organizzate dalla Lega Italiana Calcio Professionistico per la nuova stagione.
Chiarimenti anche dalla D.G.S.C.E.R. del MSE-Com sulle controverse istanze ex art. 30 D. L.vo 177/2005 avanzate dalle Province.
In tema di Privacy, si registrano ostacoli pratici alla lotta allo Spam. ADUC dichiara: “Il Garante della Privacy e il Tribunale di Firenze spianano la porta allo smercio di dati sensibili: non punibile chi fa spam”. Per Flick, invece, la tutela della privacy andrebbe attuata senza censure preventive, bilanciandola con il diritto di informazione.
Come sempre, poi, si dibatte di processi giudiziari mediatici.
Diamo conto, per quanto di competenza del dibattito in corso sulle intercettazioni. Il ddl entra nel vivo è ‘battaglia’ sugli emendamenti. Nuove regole per magistrati e giornalisti. Sono 400 le proposte di modifica al provvedimento del governo: chi divulga notizie coperte da segreto rischia fino a 5 anni di carcere. Ma il ddl sulle intercettazioni porta seco novità anche per i blog.
Spazio anche ai diritti d’autore e connessi. La licenza SIAE non basta: un uomo è stato condannato perché credeva di poter vendere musica in rete semplicemente corrispondendo il dovuto agli autori, ma i detentori dei diritti connessi l’hanno denunciato.
Anche questa settimana chiudiamo la nostra sintesi degli avvenimenti settoriali con l’elettrosmog. Opporsi all’installazione di un’antenna con proteste eccessive può costare il rinvio a giudizio. Qualche giorno fa si è infatti tenuta a Roma la prima udienza del processo a carico di 19 residenti di Colle del Sole, fra i quali anche anziani, rinviati a giudizio per aver impedito l’istallazione di un’antenna due anni fa.

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