Siluro dell’esecutivo sul cda Rai

Nella bozza della nuova Finanziaria, domani all’esame del Consiglio dei Ministri, la norma che azzera anche i vertici di Fs e Poste italiane


Alla Rai non serve più un Consiglio di Amministrazione, da abolire per sostituirlo con un amministratore unico, selezionato fra una rosa di amministratori e manager scelti da una società di “cacciatori di teste” per posti dirigenziali. Ciò anche per evitare di considerare il cda della Rai come un duplicato della Commissione di Vigilanza, in cui esistono le stesse componenti politiche. Così aveva detto, alcuni giorni or sono il sindaco di Roma, nonché candidato leader del nascente Pd, Walter Veltroni. Ed ecco che nella bozza della nuova Finanziaria che andrà domani al Consiglio dei Ministri, arriva la norma che azzera i Consigli di Amministrazione di tutte le società a totale partecipazione pubblica, purchè non quotate in borsa, che dovranno essere sostituiti con amministratori unici nel giro di sei mesi dall’entrata in vigore della legge. Entro questo termine dovranno essere redatti nuovi statuti che tengano conto delle previsione della nuova legge. La norma prevede l’abolizione anche dei vertici di Poste italiane, Ferrovie dello Stato, Sviluppo Italia e Sogei ( la società pubblica a partire che si occupa dell’informatizzazione dell’attività di diversi ministeri), per le quali si prospetterebbe l’ipotesi di un vero e proprio commissariamento. Del resto, già con la vecchia legge di bilancio, il governo aveva ridotto a tre soli membri il cda delle ultime due. Intervento che si sarebbe dovuto realizzare entro novembre anche per le municipalizzate. Uno degli articoli sugli interventi di bilancio per il 2007 prevede, del resto, l’azzeramento dei Consigli di Amministrazione degli enti pubblici economici e la loro sostituzione con un amministratore unico. Un provvedimento così drastico da costringere il governo ad escludere dall’applicazione di quel comma, il cda dell’Ice, l’Istituto del commercio estero. Una rivoluzione, quella annunciata, che, se supererà il difficile e contrastato cammino parlamentare, sconvolgerà l’intero assetto di viale Mazzini. Ma la scure dell’esecutivo è destinata, nelle previsioni, a colpire molto più lontano: saranno soppressi l’agenzia per lo svolgimento dei giochi olimpici, l’istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, l’Inca (il patronato della CGL), l’Istituto tiro a segno, la cassa conguaglio gpl ed alcuni consorzi, da quello dell’Adda a quello del Ticino. Verranno, invece, privatizzati enti come la Croce Rossa, il Club alpino, l’istituto italiano di numismatica e quelli del Medioevo, per l’età moderna e contemporanea. (Paolo Masneri per NL)

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