Snack televisivi: l’evoluzione del palinsesto

Il giornalista Antonio Pascotto pubblica il suo nuovo libro, una riflessione sui contenuti tv dell’era digitale


Il giornalista avellinese Antonio Pascotto (45 anni; foto) torna in edicola con un nuovo libro, interamente dedicato alla televisione, intitolato “La televisione senza palinsesto, contenuti della tivù nell’era digitale”. Al centro della riflessione proposta da Pascotto, attuale vice caporedattore del Tg4, si trova quel particolare processo evolutivo della televisione, dove il telespettatore diventa utente, dove il palinsesto cede il posto il posto ai contenuti on demand e perde il suo valore originario di fronte alla diffusione dei contenuti video del web. Così il giornalista del gruppo Mediaset esamina le trasformazioni che il sistema televisivo sta effettivamente vivendo e, in qualche modo, subendo e pone l’accento sull’aspetto meglio definito come democratizzazione dei media: secondo quanto scrive Pascotto, il telespettatore, sul quale si è investito e studiato in modo sociologico, al fine di trasmettere un palinsesto dedicato, il più vicino possibile alle proprie esigenze e ai propri orari, ha ora la chance di divenire autore dei propri contenuti, creando il proprio palinsesto digitale e decidendo, senza quasi che nessuno possa più farlo per lui, cosa vedere e seguire, e, soprattutto, in quale specifico momento della giornata. Qui nasce la definizione di “snack televisivo”, dal momento che il suddetto giornalista considera opportuno interrogarsi su come modi e tempi di fruizione della televisione siano cambiati. Anzi, siano stati stravolti. Questo giustificherebbe il successo dei noti portali di “user-generated-content”, sul modello di YouTube che, involontariamente, hanno modificato profondamente anche il sistema economico e pubblicitario, costretto ormai a seguire mandrie di utenti divisi per target sempre più minuziosi, sempre più complessi. Il nuovo libro di Antonio Pascotto è edito da De Angelis Editore.(Marco Menoncello per NL)

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