Soppressione provvidenze editoria a radio e tv locali. Oggi alle 12.30 oltre 200 emittenti protesteranno a reti unificate contro la cancellazione dell’informazione libera ed indipendente

Oggi le radio locali spingeranno al massimo con la protesta contro la soppressione dei fondi per chi fa informazione voluta dal Governo (con decisione ratificata dal parlamento). Oltre alle consuete migliaia di spot di protesta che anche oggi andranno in onda, duecento tra le radio locali italiane più impegnate nell’informazione, alle 12,30, trasmetteranno a reti unificate un programma per sensibilizzare il pubblico sui rischi che stanno correndo gli organi di informazione liberi ed indipendenti. L’iniziativa di contrasto è stata avviata dall’agenzia di stampa Area, colpita di riflesso e pesantemente dalla soppressione delle provvidenze per l’editoria (i suoi servizi, così come quelli delle altre agenzie, non saranno più parzialmente rimborsati dallo Stato per sostenere la produzione la diffusione dell’informazione), che diffonderà sul proprio circuito la trasmissione di mezzogiorno contro ”un provvedimento che mette a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di testate dell’emittenza locale ed alcune decine di piccoli quotidiani”. provvidenze%20editoria%20protesta%20soppressione - Soppressione provvidenze editoria a radio e tv locali. Oggi alle 12.30 oltre 200 emittenti protesteranno a reti unificate contro la cancellazione dell'informazione libera ed indipendentePer Area la decisione governativa inserita all’ultimo minuto in sede di conversione in legge del DL Milleproroghe, senza concertazione con le rappresentanze delle emittenti e confermata dal Parlamento, è ”grave, e senza precedenti" anche in relazione al fatto che interviene "retroattivamente sui bilanci aziendali dell’anno passato”. La protesta vuol richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla ”funzione delle emittenti radiofoniche locali è preziosa e insostituibile: centinaia di voci che raccontano la vita delle diverse realtà locali. La decisione di tagliare questi fondi, che negli ultimi anni sono già stati ridotti del 20%, limita drasticamente il diritto dei cittadini di conoscere la realtà profonda del Paese e di esercitare un controllo, libero e indipendente, del potere diffuso rappresentando una limitazione della vita democratica”. (A.M. per NL)

 
* In apertura il manifesto della protesta della FNSI del 3 ottobre 2009 per la libertà di stampa 
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