Stampa, fondi editoria: è allarme per 70 testate. Preoccupazione per FNSI e «buone notizie» per Grillo

Il segretario generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), Franco Siddi e Mario Salani di Mediacoop (associazione delle cooperative giornalistiche, editoriali e della comunicazione) si sono rivolti al premier Mario Monti per la necessità impellente di incrementare di almeno 70 milioni la dotazione del Fondo Editoria per i contributi alle cooperative di giornalisti, alle testate di idee, no profit e di partito.

La scorsa settimana Siddi, intervenendo all’incontro alla Camera dei Deputati, “Il pluralismo verso l’estinzione”, ha spiegato che non solo i finanziamenti pubblici all’editoria sono scesi vertiginosamente dai 114 milioni di euro nel 2011 ai 60-70 del 2012, ma non si riesce nemmeno a quantificarne con esattezza l’ammontare. Nei mesi scorsi, il Governo aveva rassicurato gli operatori del settore, promettendo di occuparsi del rimpinguamento del fondo editoria con l’individuazione di nuove risorse. A quanto pare, però, la realtà è ben diversa dalle aspettative e ormai, a pochi mesi dalla fine dell’anno, Siddi dichiara che “le imprese che stanno continuando a lavorare, stingendo i denti, rischiano di scoprire che i fondi non saranno erogati. In questo caso l’unica strada sarà la chiusura. Tutti gli operatori dicono che non si può sopravvivere sotto la soglia dei 120milioni”. La riduzione dei finanziamenti statali avrà ripercussioni assai gravi anche sul fronte dell’occupazione, compromettendo circa 4000 posti di lavoro, oltre che il venir meno di spazi di informazione e di democrazia. Di parere ben diverso si dimostra però Beppe Grillo, da tempo impegnato nella battaglia per l’abolizione del finanziamento pubblico, che definisce ciò che allarma Siddi, una «buona notizia». Scrive, infatti, sul suo blog il comico prestato alla politica: “Ogni tanto bisogna guardare il grande cielo azzurro e tirare il fiato. Finora sono stati finanziati dalle nostre tasse per raccontarci le loro balle virtuali”. E ancora: “Hip, hip, hurrà! Bye, bye giornali, è stato bello, anche grazie a voi, arrivare 61esimi al mondo per la libertà di informazione”. Alle affermazioni di Grillo non è tardata la replica di Fulvio Fammoni (membro del Comitato per la libertà e il diritto all’informazione). “Le quattromila persone che rischiano il loro posto di lavoro ringraziano sentitamente Grillo per l’attenzione e la solidarietà espressa”, ha risposto piccato il portavoce del Comitato, che ha ricordato al leader del Movimento 5 Stelle che “Decine di testate che rappresentano tanti e diversi punti di vista culturali e politici vedono il rappresentante di un movimento politico che esulta per la loro possibile chiusura. Si può avere qualsiasi opinione di merito, si può esporla in modo più o meno populistico, tutto è legittimo. Quello che non va è la mancanza di ogni rispetto per il dramma delle persone e per l’informazione plurale”. (V.V. per NL)
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