Stipendi d’oro per le alte cariche di Ti Media, che però ha chiuso il 2009 con 72,5 milioni di euro di perdita

Grazie a questi tre mandati, Stella arriverebbe ad una retribuzione che sfiora complessivamente il milione di euro. Ma se l’emolumento del capo è così pingue, altrettanto non si può dire dei risultati economici del gruppo da lui capitanato.

Telecom Italia Media, infatti, ha recentemente approvato il bilancio 2009 che si è chiuso in rosso per 72,5 milioni di euro, anche se con un miglioramento di 21,4 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Risultato da considerarsi particolarmente positivo – come sottolineato dallo stesso Stella – alla luce del contesto economico-finanziario nel quale opera TI Media, caratterizzato da una grave crisi nonché “dal processo di spegnimento del segnale con il passaggio al digitale terrestre in alcune Regioni d’Italia”. Quanto al dettaglio, l’operatore tv La7, nonostante un incremento della raccolta pubblicitaria del 12% rispetto all’anno appena trascorso, risulta essere ancora in perdita. Secondo i dati riportati dal quotidiano ItaliaOggi, negli ultimi sei esercizi, La7 avrebbe un’unica costante: l’accumulo di perdite per un totale di 457 milioni di euro. Durante il consiglio di amministrazione recentemente riunitosi per l’approvazione del bilancio, è stato inoltre deciso un aumento di capitale pari a 240 milioni di euro, al fine di ridurre le perdite finanziarie arrivate ad un ammontare di circa 345 milioni contro i 286,8 del 31 dicembre 2008, e per rafforzare la struttura patrimoniale del gruppo stesso. Tornando ai compensi dei vertici – che, contrariamente a quelli societari, raramente si allineano alle sofferenze del mercato di riferimento – se quelli dell’attuale amministratore delegato hanno subito un excursus in crescendo di anno in anno, anche quelli del suo predecessore, Antonio Campo Dall’Orto, non sono da sottovalutare. Quest’ultimo, infatti, poteva contare su compensi di anno in anno sempre più elevati: 890 mila euro annui nel 2006 per la carica di direttore generale; 1,2 milioni di euro nell’anno successivo in qualità di amministratore delegato e direttore generale; 2,5 milioni di euro tra compenso per la carica di a.d. e liquidazione. Insomma, anche se il rosso campeggia nei conti societari, i compensi dei dirigenti di Ti Media non ne risentono. (M.C. per NL)

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