Su Second Life solo la vita è virtuale; isole e affitti si pagano caro

Il mondo è in internet; anzi, il mondo qualche volta è internet. A dimostrarlo, ancora una volta, è proprio Second Life, dove di virtuale sembra esserci solo la seconda vita e il proprio avatar


Legge qualche notizia su Corriere.it, saluta gli amici con Msn Messenger, lascia un commento sul proprio blog e su quello di qualche amico, compra un qualunque accessorio su E-Bay, prende un caffè virtuale (e magari compra anche un abito nuovo) su Second Life: così è come comincerebbe la giornata dell’utente tipo della rete, in un mondo talmente alternativo da rendere davvero tutto possibile (ma comunque virtuale): anche bere un aperitivo con un amico. Il mondo è in internet; anzi, il mondo qualche volta è internet. A dimostrarlo, ancora una volta, è proprio Second Life, dove di virtuale sembra esserci solo la seconda vita e il proprio avatar (l’identità creata da ogni iscritto, ndr), mentre di reale ci sono affitti, costi e possibilità di ampliamento del proprio mercato, qualunque esso sia. Un recente articolo, tratto dal mensile Espansione, allegato de Il Giornale, riporta quali siano i prezzi più comuni che riguardano il mondo di SL: il costo di un’isola (foto; una sorta di podere virtuale sul quale costruire i propri edifici, ndr) è di 1.675 dollari, pagabili in (comode?) rate da altrettanti 295 dollari, naturalmente americani. Inoltre, se non sei un programmatore esperto e devi dunque affidarti al lavoro di terzi per la strutturazione della tua isola, non pagherai meno di ulteriori 3 mila dollari Usa per creare edifici ad hoc per la tua società o impresa, che avesse scelto di dedicarsi anche all’e-commerce. È noto, tra gli altri, l’esempio di Ibm che sta investendo 10 milioni di dollari nell’ambientazione tridimensionale per tutto ciò che riguarda la simulazione: riunire tecnici e clienti, lontani fra loro nella vita reale, in un’unica stanza; fare corsi di formazione sempre avvicinando le distanze; realizzare veri e propri colloqui di lavoro per assumere nuovi candidati. La costruzione di immobili o ambienti su SL avviene attraverso un componente chiamato Primitive (solitamente abbreviato in Prim, ndr): sono gli elementi base di ogni singola costruzione, una sorta di mattoncini. Le primitive possono avere varie forme, sono modificabili (è possibile colorarle, allungarle, accorciarle, ingrandirle, ecc.) e, assemblate tra loro, costituiscono gli oggetti. Un oggetto o una costruzione con un basso numero di primitive è preferibile dato che ogni porzione di terreno può contenere un limite massimo di primitive. Per questo chi è più esperto si fa pagare, a progetto, per realizzare fantastiche opere di design. Non tutte però sembrano avere il successo auspicato. L’esempio più eclatante è quello di Coca Cola, che ha miseramente fallito e ancora adesso riceve non più di 700 visite settimanali. Altro “flop” è l’isola di Calvin Klein che, nonostante la sede isolana elegante e curatissima nei dettagli, non riesce a sorpassare le 100 visite, sempre settimanali. Ai primi posti Playboy (3 mila visite per il simbolo immanente di quel particolare desiderio umano), Pontiac (5 mila visite) e Phat Cat’s Jazzy Blu Lounge (25 mila visite), uno dei più grandi luoghi di intrattenimento e incontri di SL. La vita sul pianeta della californiana Linden Lab, si avvicina alla realtà in un modo, paradossalmente, ancora più virtuale: l’esempio sono gli avatar che non solo vivono la loro “seconda vita” coordinati dal reale padrone, ma pubblicano e raccontano in formato diario la loro seconda chance nei blog, i cui proprietari effettivi sarebbero quei personaggi esteticamente meravigliosi che popolano le suddette isole virtuali. Qualcuno lo considera eccessivo, qualcun altro non può, al contrario, farne a meno. Rimane il fatto che, si chiami Second Life o YouTube, internet è ormai la grande “isola” alla quale tutti prima o poi approdano e senza la quale alcuni, almeno nel nuovo mondo, non sembra possano vivere. L’evoluzione tecnologica è arrivata a tanto da replicare, anche nel virtuale, qualunque attività commerciale (e se ce ne fossero anche di illecite non sarebbe certo una sorpresa). Internet stesso è arrivato a tanto che vengono i brividi a pensare, cosa potrebbe succedere senza la sua immanente presenza nelle nostre, occidentali, vite? A voi la risposta. (Marco Menoncello per NL)

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