Taglia leggi, salvate in extremis quasi 60 norme

Sono quasi 60 le disposizioni, destinate al macero dal primo intervento taglia-leggi, che sono state salvate con il nuovo decreto legge 200/08, pubblicato sul supplemento ordinario alla «Gazzetta Ufficiale» del 22 dicembre


(Il Sole 24 Ore) – La manovra estiva (Dl 25 giugno 2008, n.112) aveva disposto l’eliminazione dall’ordinamento di ben 3.313 disposizioni normative, ritenute ormai inutili (si veda, da ultimo, «Il Sole 24 Ore» di ieri).
Allo scoccare della mezzanotte di oggi le leggi elencate nell’allegato A del cosiddetto decreto taglia-leggi, messo a punto dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, perdono la loro efficacia, con l’eccezione delle 57 salvate (nella tabella riproduciamo l’elenco proposto in entrata al Consiglio dei ministri, come allegato al Dl 200/08).
Tra le disposizioni ritenute ancora valide dal Consiglio dei ministri che si è riunito giovedì, emerge la legge 22 febbraio 1934, n.370 che stabilisce il «Riposo domenicale e settimanale». La più importante, senza dubbio, per i lavoratori italiani. Tra le altre disposizioni del periodo fascista che il legislatore ha deciso di conservare, anche quella che detta «Norme per l’uso degli apparecchi di radiodiffusione all’aperto e nei pubblici servizi» del 1936 e una legge su «Ordinamento dei Monti di Credito su pegno» del 1938.
La disposizione più recente che non è stata colpita dalla falce del decreto taglia-leggi è la legge 433 del 1991 riguardante «Disposizioni per la ricostruzione e la rinascita delle zone colpite dagli eventi sismici del dicembre 1990 nelle provincie di Siracusa, Catania e Ragusa».
(R.U.)

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