Telepace, tre tecnici e un giornalista indagati dalla Procura di Roma per falsa testimonianza

Davanti al giudice hanno detto che la loro collega non era presente in redazione o che non svolgeva incarichi su indicazione dei capi


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Davanti al giudice hanno detto che la loro collega non era presente in redazione o che non svolgeva incarichi su indicazione dei capi. Ma quanto da loro affermato non risponde a verità e per questo il Tribunale del lavoro di Roma ha inviato al pm Giuseppe Corasaniti l’incartamento riguardante un giornalista e tre tecnici di Telepace, l’emittente televisiva fondata dal sacerdote veronese don Guido Todeschini
La vicenda, secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio, non sarebbe collegata con la situazione emersa nelle scorse settimane riguardante la decisione di Todeschini di chiudere i programmi a contenuto giornalistico della rete. Dal palinsesto di Telepace non sono state comunque cancellate le dirette sul Papa.
Presto F.D., P.G., R.C., F.P., per cui il pm ha ipotizzato le accuse, saranno chiamati a rendere la propria testimonianza. Secondo quanto si spiega dagli organi sindacali di categoria, da circa due anni Telepace è impegnata in un confronto con i giornalisti della redazione romana. In base a quanto affermato, molte sarebbero le condizioni ingiuste promosse dal datore di lavoro: contratti part time per chi è invece impegnato a tempo pieno, qualifiche da vaticanisti mai riconosciute, ma anche arretrati non pagati.
L’indagine è scattata dopo che il giudice Mario Petrucci, presidente di sezione del tribunale di Roma, alla fine di maggio ha trasmesso alla Procura la sentenza e gli atti della causa di lavoro promossa da una giornalista di Telepace. (Apcom)

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