Terremoto Abruzzo: la tragedia, gli aiuti agli sfollati, il lavoro di centinaia di giornalisti. Tra le vittime i due figli e il padre del collega Parisse

Italia in lutto per le oltre centocinquanta vittime della scossa sismica che la scorsa notte ha sconvolto in Abruzzo. Italia all’opera per portare soccorso alle decine di migliaia di sfollati. Centinaia di colleghi sono al lavoro per informare e confortare con notizie di servizio le popolazioni. E mentre ancora si aggiorna il tragico bilancio dell’evento sismico i giornalisti italiani nell’esprimere il cordoglio per le vittime si stringono al fianco del collega Giustino Parisse, 49 anni, capo della redazione dell’Aquila del quotidiano Il Centro, che piange la figlia, Maria Paola, di 16 anni, il figlio Domenico di 18 e il padre, Domenico, deceduti nel crollo della casa di famiglia. La madre di Parisse è rimasta gravemente ferita. Nella casa a due piani nel borgo di Onna crollata la notte scorsa vivevano con Giustino Parisse e sua moglie Dina Sette, oltre ai figli del giornalista, anche il fratello minore e i genitori che avevano festeggiato da poco le nozze d’oro. Parisse è al Centro fin dalla nascita del giornale nel luglio 1986, prima come collaboratore poi come redattore, caposervizio dell’Aquila e vicecaporedattore. Nei giorni scorsi, insieme ai colleghi della redazione dell’Aquila, aveva seguito le prime più leggere scosse di terremoto che hanno preceduto quelle devastanti della notte scorsa. Una "tragedia per tutta la comunità nazionale", questo il commento del segretario nazionale della Fnsi, Franco Siddi. "Il dovere dei colleghi di dare conto dei fatti non fa venir meno la sensibile partecipazione dell’intera categoria a lutto e al dramma che stanno vivendo le popolazioni dell’Abruzzo", ha aggiunto. "Informare correttamente e con sensibilità, in questo caso, significa anche cooperare perché tutte le azioni di protezione civile possano risultare più efficaci. Dalla notte scorsa centinaia di giornalisti lavorano senza risparmio di energie alla testimonianza di una vicenda che ci colpisce e allo stesso tempo ci impone di trovare la giusta misura nel racconto come nella rappresentazione. Stavolta la famiglia dei giornalisti italiani vive direttamente l’esito più tragico di un terremoto: il collega del Centro Giustino Parisse, che in passato si era trovato a raccontare cronaca, storia e lutti di un altro terremoto, oggi piange la scomparsa di due figli e del padre. Tutti i colleghi e la Fnsi gli sono vicini, mentre raccontano questa tragedia non dissimile dagli altri lutti causati dal sisma.  Non sarà facile uscire da questa sciagura, ma in questa circostanza gli italiani possono già riconoscere, accanto ai volontari, agli uomini e le donne delle Istituzioni e della grande carovane dei soccorsi, che i giornalisti sono al loro posto con puntualità e impegno: agenzie, carta stampata, televisione, informazione on line. I canali all news ( e anche il servizio pubblico stavolta è stato prontissimo) hanno mostrato la forza della loro funzione. Il Paese attende che ciascuno adempia al proprio dovere".(FNSI)
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