Tgcom, il terzo incomodo online incrocia le redazioni e rilancia la sfida per il canale all news

Alla tenera età (si fa per dire) di 10 anni, Tgcom cambia volto, diventa personalizzabile dagli utenti e festeggia il successo online come “terzo incomodo” tra i quotidiani più consultati di internet.

E non vi è dubbio sul fatto che il quotidiano online guidato da Paolo Liguori abbia i numeri per meritare il successo ottenuto democraticamente sul web: si tratta, infatti, di 13,3 milioni di utenti unici solo nel febbraio 2011, con 300 milioni di pagine viste, alle quali andrebbero poi aggiunte le visite alle relative pagine ufficiali dei tradizionali social network quali Facebook e Twitter, piattaforme il cui conteggio dovrà progressivamente essere incluso nell’ammontare di utenti unici, naturalmente a scopo prettamente pubblicitario. Non vanno poi dimenticati gli accessi da iPhone (350mila applicazioni scaricate) e iPad (60 mila download), dove addirittura il 60% degli utenti risulta attivo, terminologia che nel mondo internet diventa rilevante per tradurre in termini commerciali il traffico di utenza effettivamente traghettante (e quindi valorizzabile economicamente) da una pagina all’altra del proprio portale. A tutti questi numeri di indiscutibile valore e che, tra le altre cose, hanno valso a Tgcom la terza posizione di quotidiano online più letto dopo Repubblica.it e Corriere.it, va associato anche l’ambizioso piano redazionale, secondo il quale i giornalisti di News Mediaset, Videonews e Studio Aperto parteciperebbero contemporaneamente al confezionamento di contenuti e prodotti per tutti i portali di riferimento. Quanto invece al canale all news la direzione non fa menzione alcuna, rimandando il tutto a data da destinarsi. Del resto, come spiega il direttore di News Mediaset, Mario Giordano, “stiamo compiendo tutti i passi necessari per adattarci ai cambiamenti dell’informazione, in modo da essere pronti quando il progetto all news entrerà nelle esigenze del gruppo”. Quindi, c’è ancora tempo. (M.M. per NL)
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