Tivù, promessa di “libertà di visione”. Anche senza decoder? Adiconsum sollecita intervento Agcom

Che senso ha strombazzare a destra e a manca la partenza di Tivùsat se poi i decoder non sono in vendita? A che gioco giocano Mediaset, RAI e Telecom Italia, soci fondatori del provider satellitare, che avevano dichiarato quale finalità primaria dell’iniziativa il mero complemento diffusivo del digitale terrestre sebbene la maggior parte degli operatori abbia letto in essa un’attività direttamente concorrenziale a Sky? Sulla oggettiva assenza dei ricevitori nei punti vendita chiede ora chiarimenti l’associazione di consumatori Adiconsum, che "ha verificato che nei maggiori centri di elettronica (Mediaworld, Euronics, Trony, Eldo, Coop) il decoder Tivùsat non è in vendita". Anche alla luce di ciò Adiconsum ha invitato la RAI "a non escludere i propri canali dal decoder di SKY e a continuare a garantire la visione integrale dei propri programmi, come prevede il Contratto di servizio, almeno fino a quando i decoder per TivùSat non saranno presenti in tutti i negozi". In merito poi alle dichiarazioni del direttore generale della Rai, Mauro Masi, sul decoder unico, Adiconsum ha fatto sapere che "non può che essere d’accordo: il decoder unico sarebbe un bene per tutti e Adiconsum lo ha sempre affermato. Masi ora incolpa Sky, come ostacolo alla sua realizzazione, ma solo Adiconsum ha denunciato, nel passato il comportamento scorretto di SKY, con il suo decoder non rispondente alle regole. L’Agcom non è mai intervenuta". "I consumatori, in questo periodo di switch-off, hanno diritto a certezze. Devono poter utilizzare liberamente tutte le piattaforme trasmissive ed usare la piattaforma satellitare nello stesso modo in cui usano quella terrestre, cioè con un solo decoder", precisa l’associazione chiedendo "l’intervento urgente dell’Agcom, perché regolamenti la piattaforma satellitare".
 
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