Tutti contro Grillo dopo il suo “messaggio alla Nazione”

Il comico-capopopolo genovese mette in atto una parodia del messaggio di fine anno del Capo dello Stato. E fa infuriare i giornalisti


Il prossimo 25 aprile, giorno della Liberazione italiana dall’invasione nazista, ci sarà il secondo Vaffanculo-Day indetto da Beppe Grillo (foto) e i suoi seguaci. Oramai è ufficiale. A darne la conferma definitiva, lo stesso comico-capopopolo genovese che, in occasione dell’ultimo dell’anno, si è lanciato in una parodia del celebre discorso di fine anno del Capo dello Stato, con tanto di bandiera avvolta al collo, attaccando la stampa italiana ed i suoi protagonisti, prossimo obiettivo del suo tentativo di “repulisti”.
I giornalisti sarebbero “la vera casta”, “migliaia di schiavi vergogni messi lì […] a novanta gradi”, ha affermato Grillo nel video, apparso sul suo blog e su YouTube. Sono parole e pensieri che il comico esprime ormai da anni nei propri spettacoli, persino prima che l’ondata del V-Day svegliasse il mondo dell’informazione sul fenomeno sociale cui ha dato origine. “Non sappiamo più le cose che ci servono per fare una vita normale – sostiene ancora – Sappiamo milioni di stronzate che ci vengono catapultate ogni giorno dai giornali, dai media, dai telegiornali, dalle televisioni ma delle cose che ci servono – l’acqua pubblica o privata, l’energia, la connettività, i rifiuti cosa sono, da dove vengono, come fare a non farli, gli inceneritori – non sappiamo nulla, delle cose che ci cambiano veramente la vita”. E la colpa di chi è, allora, secondo Grillo? Del sistema (capirai che scoperta…), certo, ma soprattutto di coloro che contribuiscono in maniera determinante a far sì che questo sistema si tenga in piedi, ossia i giornalisti, appunto. “Si somigliano tutti, non li distingui più se non quello grasso da quello magro. Riotta è uguale a Mimun che è uguale a Belpietro che è uguale a Giordano che è uguale a Fede”. Il discorso (piuttosto banale, in verità), come è superfluo sottolineare, ha destato le ire dei rappresentanti della cosiddetta “vera casta”. E’ ragionevole e c’era da immaginarselo. Resta solo l’interrogativo sul come mai, se tutti questi concetti erano ben noti, triti e ritriti nei monologhi di Grillo (che in verità stanno cominciando ad annoiare…), proprio oggi siano arrivati i primi segnali d’indignazione da parte degli interessati. L’Ordine, il vero obiettivo del comico (che lo vorrebbe abolito), in realtà, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali per bocca di propri rappresentanti istituzionali. Già il 14 dicembre, però, il fautore del V-Day vi si era scagliato contro, sostenendo che la sua origine fosse da ricondurre alla volontà di Mussolini, “per tenere sotto controllo l’informazione”. Vere e proprie fucilate sono, invece, giunte da parte della Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana). Franco Siddi e Roberto Natale, rispettivamente segretario generale e presidente della Fnsi, hanno così commentato: “Spiace che Beppe Grillo abbia bevuto del pessimo spumante nel brindisi di Capodanno. Altrimenti non avrebbe usato toni così grevi verso la generalità del giornalismo italiano”. Un duro attacco, condito, però, da una sincera apertura al dialogo: “Che l’informazione abbia notevoli problemi non abbiamo aspettato Grillo per denunciarlo – continuano i rappresentanti sindacali – Così come da tempo stiamo reclamando dalla politica (dal centrodestra ieri, dal centrosinistra oggi) quelle riforme che dovrebbero dare al lavoro delle redazioni condizioni di maggiore autonomia: il conflitto di interessi, la riforma dell’emittenza e della Rai, la riforma dell’editoria e del sistema delle provvidenze, la riforma dell’Ordine” (certamente da riformare, come tutti gli ordini professionali, del resto, posta la sostanziale inutilità degli stessi). Per terminare con un invito, rivolto a Grillo, a discutere serenamente della situazione, senza toni apocalittici: “Se Grillo è interessato sul serio a cambiare il sistema si può fare persino un pezzo di strada insieme”. Più dura, invece, la risposta di Franco Abruzzo, ex presidente dell’Ordine Lombardia: “Non si può perdere tempo con Grillo. Il comico faccia il comico se ne è ancora capace. Per ora si merita un solenne vaffanculo”. Lo stesso che Grillo vorrebbe rivolgere a quella che continua a definire “la vera casta”: del resto, chi di V-Day ferisce…

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