TV e minori: Agcom vs. Comitato media e minori del MSE sui provvedimenti di tutela

La controversa questione della tutela dei minori rispetto ai contenuti tv potenzialmente nocivi innesca un conflitto interpretativo tra un organo istituzionale, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e uno para-istituzionale, il Comitato di applicazione del Codice media e minori insediato presso il Ministero dello sviluppo economico.

L’Autorità ha infatti recentemente approvato due delibere sull’argomento: la prima, 148/11/CSP, di archiviazione di una procedura sanzionatoria nei confronti di Sky Italia per aver trasmesso in prima serata un film vietato ai minori di 14 anni; la seconda, 220/11/CSP, di definizione degli “accorgimenti tecnici da adottare per l’esclusione della visione e dell’ascolto da parte dei minori di film ai quali sia stato negato il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione in pubblico, di film vietati ai minori di diciotto anni e di programmi classificabili a visione per soli adulti”. Nel primo provvedimento Agcom, chiamata in causa da una segnalazione inviata proprio dal Comitato media e minori, interpretando il combinato disposto di due commi dell’art.34 del “Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici” (D.Lgs. 177/2005), equipara di fatto i film vietati ai minori di 14 anni ai contenuti cosiddetti “nocivi”, la cui trasmissione è comunque permessa in ogni fascia oraria a condizione che “qualsiasi accorgimento tecnico escluda che i minorenni che si trovano nell’area di diffusione assistano normalmente a tali programmi”. L’accorgimento tecnico in questione, ovvero il meccanismo di “parental control” implementato da Sky (ma potenzialmente integrabile su ogni piattaforma tv digitale), viene ritenuto quindi condizione sufficiente per la trasmissione dei contenuti vietati anche nelle cosiddette fasce orarie protette. vietato%20ai%20minori - TV e minori: Agcom vs. Comitato media e minori del MSE sui provvedimenti di tutelaLa seconda delibera di Agcom, invece, viene a colmare il vuoto regolamentare laddove il Testo unico prevedeva che l’Autorità dovesse definire (peraltro entro il 30 giugno 2010…) la disciplina di dettaglio contenente l’indicazione degli accorgimenti tecnici idonei ad escludere i minori dalla visione dei programmi V.M. 18 o classificati per soli adulti (si parla quindi ad esempio, ma non solo, di pornografia). E qui, pur indicando l’obbligatorietà dell’introduzione dei meccanismi di parental control con codici personalizzati su tutti gli apparecchi di ricezione che saranno messi in commercio alla fine di un periodo transitorio di sei mesi dall’approvazione della delibera, Agcom lascia comunque sostanzialmente irrisolto il problema del parco ricevitori attualmente installato, in larga parte non conforme. Il provvedimento infatti si limita a porre in capo ai fornitori di contenuti la responsabilità di promuovere generiche attività di sensibilizzazione nei confronti degli utenti adulti, perché provvedano a impostare un PIN personalizzato che impedisca ai minori di visionare i contenuti “proibiti”. Se il tentativo di venire incontro alle esigenze di emittenti e produttori di hardware appare abbastanza evidente fin dalle motivazioni esposte nella delibera, ciò che sembra invece non aver funzionato è proprio il coordinamento tra i due organi istituzionali, visto che il Comitato media e minori, pur presente al tavolo che ha predisposto le basi del regolamento, ha espresso a posteriori una valutazione molto dura sui provvedimenti di Agcom, parlando in un comunicato stampa di “interpretazione forzata” del Testo unico e “allarmante e progressivo smantellamento del sistema di protezione del minori”, appellandosi infine direttamente al Ministro Romani “perché si faccia carico delle problematiche evidenziate consentendo al Comitato stesso di assolvere al mandato istituzionale affidatogli”. Insomma, i presupposti di un conflitto istituzionale fra regolatori ci sono tutti. In attesa dell’ancor più spinosa questione della disciplina del video via web, sulla quale l’Autorità si è già riservata di istituire prossimamente l’ennesimo e immancabile tavolo tecnico. (E.D. per NL)
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