Tv, FLI interroga Romani su partecipazione Sky a beauty contest (che rischia di slittare)

FLI sollecita il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani a far sapere se ritenga superate le riserve espresse in passato sulla partecipazione della pay tv Sky Italia del gruppo statunitense News Corp alla gara per le frequenze del digitale terrestre, per le quali si comincia a prospettare uno slittamento.

L’attribuzione delle frequenze del cd. dividendo interno, attraverso una gara non competitiva (cd. "beauty contest"), che quindi non determinerà nessun introito per lo Stato (e che consentirà a Mediaset e a RAI di conseguire un altro multiplexer nazionale a testa), dovrebbe essere preceduta da quella per l’attribuzione agli operatori tlc del dividendo esterno (canali dal 61 al 69 UHF ed altre disponibili perché risultate inutilizzate dagli operatori tv che le hanno ricevute in assegnazione) per il potenziamento della banda larga in mobilità. A riguardo, la legge di Stabilità ha imposto all’Agcom di avviare la procedura per l’assegnazione delle frequenze del digital dividend per il wireless entro i 15 giorni successivi all’entrata in vigore del provvedimento (primo gennaio). E l’Autorità di Corrado Calabrò ha in effetti avviato l’istruttoria propedeutica alla fissazione delle regole per l’asta, da cui il governo si aspetta di incassare 2,4 miliardi di euro (di cui solo il 10% potrà essere utilizzato per indennizzare gli attuali occupanti tali canali, cioè le tv locali, che hanno avviato un’azione di dura protesta). Sul fronte del dividendo interno, invece, prima che lo scorso luglio la Commissione Europea autorizzasse Sky Italia a partecipare al beauty contest Romani, allora vice ministro, aveva ipotizzato l’esistenza di una norma italiana che, in presenza di determinate condizioni, vieta il controllo del capitale di un operatore di rete televisiva da parte di un soggetto extra-comunitario. "La depositiamo oggi perchè sia discussa al Question Time di mercoledì", ha detto all’agenzia Reuters il deputato del FLI Benedetto Della Vedova. Per Della Vedova "i ritardi nell’indizione della gara hanno determinato uno stato di incertezza negli operatori del settore e rischiano di danneggiare il grado di competitività e innovazione del nostro paese, nonchè la sua capacità di attrarre investimenti esteri nel settore delle nuove tecnologie digitali". Nelle scorse settimane Romani aveva chiesto al Consiglio di Stato (in funzione consultiva) come dovesse essere inteso il principio della reciprocità tra Stati, e non fra piattaforme tecnologiche, con particolare riferimento a quelli extra-UE. Secondo Della Vedova il 20 dicembre i giudici amministrativi avevano giudicato il quesito di Romani troppo generico e avevano invitato il ministero, se ancora in dubbio, a riformulare la domanda entro 30 giorni, possibilità che, a quanto pare, il MSE intenderebbe sfruttare. Contro la partecipazione di Sky alla gara si sono espresse Mediaset, gruppo televisivo controllato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e Telecom Italia Media (La 7). Secondo la decisione UE, Sky potrà trasmettere su digitale terrestre e concorrere alla gara per le frequenze ma le trasmissioni potranno essere solo in chiaro poichè la tv del magnate australiano Rupert Murdoch ha una posizione di leadership nella Tv a pagamento. (A.M. per NL)
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