Tv, studi economici: scende la pubblicità, ma salgono gli “altri ricavi”. A galla solo le strutture agili

Ammontano a 9,5 miliardi di euro i ricavi del mercato televisivo italiano. Il dato emerge dalla XX^ edizione dello Studio economico del settore televisivo privato (relativo al 2012), presentato venerdì da Confindustria Radio Televisioni e Osservatorio Nazionale delle Imprese Radiotelevisive.

Secondo lo studio, dei 9,5 miliardi di euro di ricavi generati nel 2012, 3,4 arrivano dalla pubblicità, il resto (6,1 miliardi) dai servizi pay, dal canone Rai e altro. Più di tutto, fanno le private: 6,7 miliardi di ricavi, ovvero il 71,2% del mercato nazionale. La pubblicità cala: nel 2012 porta “solo” il 40% dei ricavi, contro il 47,3% nel 2011, mentre pay e altri ricavi salgono dal 52,7% al 60%. Tra gli operatori, Mediaset e Sky occupano equamente l’83,6% del comparto privato (pari a 5,6 miliardi), mentre le tv locali scendono dall’8,3% del 2011 al 7,1%, del 2012. Non a caso, per loro la percentuale di ricavi pubblicitari è preponderante sul totale delle risorse. Per quanto riguarda la redditività, influenzato dagli andamenti Mediaset e TIMedia e dalla forte contrazione dei ricavi pubblicitari, il risultato operativo delle imprese analizzate nel 2012 è di -509,3 milioni di euro, con perdite d’esercizio totali di -540,2 milioni. Salvo qualche eccezione, a tenere sono le imprese medio piccole, grazie alla loro struttura più flessibile, con un -7,5% (includendo nel perimetro la Rai l’indice scende a -7,1%). Le tv Locali, con redditività media del -14,3%, presentano un dato peggiore proprio per il calo pubblicitario, passato da 390 milioni di euro nel 2011 a 329,7 nel 2012. Il grado medio di “patrimonializzazione” del settore tv privato, nel 2012 è del 40,6%. Ciò significa che le imprese per finanziare i propri asset ricorrono a mezzi propri per 2/5 e all’indebitamento esterno per 3/5. Per le tv locali l’indice è del 49,6%. Sul fronte dell’occupazione, il settore tv in Italia offre lavoro a 26.500 persone, di cui quasi 15.000 nel settore privato e un terzo nelle tv Locali (4.388 su 14.812). Tra occupati diretti e indotto, si stima che la forza lavoro nella filiera privata sia di 45-50.000 addetti. Nel primo caso, il costo del personale supera gli 1,8 miliardi di euro con un’incidenza media sui ricavi del 20,5%. Per le tv Locali il rapporto costo medio/ricavi è superiore a quello del settore (31,9%). Soffermandosi su queste ultime realtà, lo studio ha calcolato che sono 405 le società di capitali e 93 quelle a carattere comunitario che trasmettono a livello locale, provinciale, regionale e pluriregionale per conto proprio o di terzi. Rispettivamente, 3.126 e 275 marchi di canali, inclusi i +1. I ricavi totali delle 339 società prese in esame nel 2012 (l’analisi riguarda solo quelle gestite da società di capitali) sono di 480.951.103 euro, dei quali 329.752.250 da pubblicità. Solo 53 società rappresentano il 15,6% del totale. I ricavi medi di tutte le emittenti locali si attestano a 1,418 milioni di euro (erano 1,465 milioni nel 2011), ma Veneto e Lombardia e poi Puglia rappresentano da sole quasi la metà del totale nazionale, con il 46% dei ricavi complessivi. Il settore però è fortemente in difficoltà: per la prima volta negli ultimi cinque anni, le tv Locali hanno perso 95 milioni di euro di ricavi tornando sotto quota 500 milioni. Calano anche i posti di lavoro, con 4.388 addetti diretti nel 2012, ovvero 705 in meno del 2011 (-13,8%). Quanto al Risultato Operativo, a partire dal 2008, le perdite sono state di -201,3 milioni di euro di cui -45,8 nel 2012. Pur in difficoltà, però, gli imprenditori hanno reagito investendo, ‘’credendo nel futuro e nelle potenzialità del mercato’’ – ha detto Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio Televisione -. Credo sia arrivato il momento per un provvedimento legislativo che invece di abbandonare le aziende alla loro sorte sostenga quegli imprenditori che dimostrano di crederci, premiando le imprese per l’informazione ma anche per i livelli occupazionali, per l’offerta. (E.G. per NL – fonte FCP Online)
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