UE: spingere sul digitale terrestre per liberare risorse per nuovi servizi innovativi via etere

L’UE spinge gli Stati membri alla migrazione digitale, da completare entro il 1° gennaio 2012, seguendo il percorso di  Finlandia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, che,  insieme agli Stati Uniti, hanno dimostrato che lo switch-off, con regole chiare e contesti adatti, può avvenire in tempi rapidi.

La richiesta di accellerazione è dovuta al fatto che la migrazione al DTT renderà disponibile il cd. "dividendo digitale" che potrà essere destinato a nuovi ed innovativi servizi che utilizzano lo spettro radio: dall’internet senza fili ai telefoni cellulari dalla tecnologia più avanzata; dai nuovi canali TV interattivi all’alta definizione. Da questo dovrebbero trarne giovamento soprattutto le regioni periferiche, poiché lo spettro disponibile potrebbe essere utilizzato dal wireless in banda larga per portare l’internet ad alta velocità in aree non ancora cablate. La Commissione europea ha avanzato un piano per una ripartizione coordinata dello spettro che incoraggi la concorrenza e gli investimenti nei nuovi servizi potenziali. Coordinando a livello europeo l’assegnazione delle frequenze ai nuovi servizi si potrebbero ottenere benefici per l’economia quantificabili tra i 20 e i 50 miliardi di euro. Le proposte odierne indicano in che modo sia possibile destinare una parte dello spettro, la sottobanda 790-862 MHz (ovvero le onde che coprono lunghe distanze e possono attraversare gli edifici), per favorire l’introduzione dei nuovi servizi senza fili (come i servizi per i telefoni cellulari 3G e 4G, che consentono lo streaming video, la navigazione completa su internet e la trasmissione rapida di dati su un telefono cellulare. In questo modo si potrà conseguire l’obiettivo di garantire al 100% della popolazione UE la copertura in banda larga veloce entro il 2013.  La Commissione ha dichiarato di voler armonizzare le condizioni tecniche per l’utilizzo della sottobanda 790-862 MHz in modo da non frammentare il mercato unico nel momento in cui i singoli paesi UE apriranno la sottobanda per nuovi servizi sul loro territorio. I fornitori di servizi e i fabbricanti di apparecchiature potranno così svolgere le loro attività a livello transfrontaliero mentre per i consumatori in viaggio sarà più semplice utilizzare i servizi di roaming. Un approccio analogo ha costituito la base per l’affermazione dei cellulari GSM negli anni Novanta. Nel primo semestre del 2010 la Commissione chiederà il sostegno del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tabella di marcia prevista e proseguirà il confronto con gli utilizzatori attuali e potenziali dello spettro su questioni più di lungo termine prima di formalizzare le sue proposte.  "Il dividendo digitale rappresenta un’opportunità unica per democratizzare la banda larga a livello paneuropeo e dare impulso ad alcuni tra i più innovativi settori della nostra economia. Soltanto se lavoriamo insieme a un piano comune l’Europa potrà trarre i massimi benefici dal dividendo digitale. Per redigere il piano la Commissione ha cooperato strettamente con i paesi UE, il Parlamento europeo, l’industria e i rappresentanti dei consumatori", ha dichiarato Viviane Reding (foto), commissaria UE per la società dell’informazione e i media. (fonte Help Consumatori)
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