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Una voce storica si spegne: alle soglie dei trent’anni molla anche Radio Seregno

“Sono cambiati i tempi”. Su questa laconica giustificazione un’altra delle prime emittenti libere lombarde cede le armi


La notizia che le frequenze della storica emittente brianzola erano sul mercato, aveva iniziato a girare tra gli operatori del settore nella primavera di quest’anno.
Poi, a luglio, la pubblicazione sul bollettino parrocchiale della decisione di dismettere l’attività alla soglia dei trenta anni (il 17 gennaio 2007, l’emittente li avrebbe compiuti, o magari li compirà, se si decidesse di far coincidere la chiusura con tale anniversario…). E’ stato Monsignor Silvano Motta a spiegare i motivi di questa scelta: “le trasmissioni non servono più come messaggio pastorale, molti non le seguono perché i tempi sono cambiati. La parrocchia sta pensando di trovare forme alternative per raggiungere ammalati e anziani che vogliono sentirsi parte viva della comunità attraverso la partecipazione alla cerimonia della domenica”.L’emittente ha una storia come tante nel variegato molto delle radio libere, ma, a differenza di quelle radio che hanno vissuto un’esperienza cicalesca, senza infamia e senza lode, Radio Seregno può vantarsi di essere stata la palestra microfonica di personaggi che oggi sono conosciuti a livello nazionale.
Dagli studi dell’oratorio San Rocco, sopra l’omonimo teatro, sono passati, tra gli altri, don Armando Cattaneo, promotore e deus ex machina di Circuito Marconi (l’emittente milanese nata dalla fusione di Novaradio dei Paolini e Radio A, la stazione della curia milanese), Mario Fargetta (poi approdato a Radio Deejay), Toni H (d.j. assurto poi a grande notorietà), Digei Angelo (anch’egli giunto a Radio Deejay) i giornalisti Maurizio Losa ed Edoardo Grassi, per finire col produttore Rossano Prini.
Il triste accadimento merita un approfondimento, che realizziamo attingendo anche al sito dell’emittente, che speriamo possa sopravvivere alla stessa, a testimonianza della storica esperienza.
L’emittente nasce con il nome di Radio Seregno lunedì 17 gennaio 1977 (come detto, mancherebbe poco più di un mese al trentennale…), con un palinsesto di poche ore, ma già tante idee in testa: si trasmette in stereofonia su FM 101.400 MHz, frequenza che la radio manterrà per i 14 anni successivi, con una programmazione che unisce la musica all’informazione, alla cultura, allo sport (storico e seguitissimo, non solo a Seregno, nel corso degli anni ‘80 l’appuntamento “Tre esse – Sabato Sport Seregno”).
In pochi mesi l’ascolto e la diffusione cresce, fino a coprire l’intera Brianza e gran parte della Lombardia, con un seguito crescente di pubblico che apprezza la grande musica che giunge in anteprima direttamente da Londra e da Milano, ma anche i tanti programmi informativi e culturali che l’emittente propone e che coinvolgono in prima persona gli ascoltatori.
Questo successo porta l’emittente sui campi sportivi di tutta la regione – primo esempio di sport locale e nazionale in diretta – e nel 1982 nasce R.S.B. Radio Seregno Brianza, che arricchisce il suo segnale con l’impianto FM 95.600 MHz: ancora più dinamica, la radio arriva tra le prime a trasmettere 24 ore su 24 e diventa crocevia di esperienze diverse, ospitando nomi che diventeranno importanti nel panorama nazionale.
Nel 1985 la prima svolta importante, con il trasferimento nella nuova sede di via Cavour 87: studi spaziosi e funzionali, tecnologicamente equipaggiati, per una radio che punta in alto, ma sempre con i piedi per terra, tra la gente comune, tra la gente della Brianza.
La terza fase della storia di Radio Seregno è nel 1990: l’emittente esce fortemente ridimensionata dalle limitazioni imposte dalla L. 223/90 (cd. “legge Mammì”), ma, senza demordere, riparte. La frequenza residua viene mutata in 101,580 MHz, a seguito di un complesso coordinamento tecnico con altre emittenti limitrofe (Radio Popolare, Radio Sud Europa, Radio Cristiana Brianza), mentre di lì a breve si affiancheranno (nel 1992) gli 88.600 MHz di Radio San Martino di Veduggio, che, fusasi con RSB, dà origine a RS-Radioseregno.
In tempi più recenti ha luogo l’ennesimo tentativo di riorganizzazione, il quale, purtroppo, non dà i risultati sperati. I tempi sono cambiati, per le nuove generazioni radio locale significa poco e l’ascolto viene sempre più dirottato sulle emittenti nazionali. Internet diviene rapidamente il luogo ideale dove far approdare l’informazione delle organizzazioni territoriali che una volta trovavano nei programmi radiofonici locali la naturale culla.
Nel 2005 RAI inizia a trattare con Radio Maria l’acquisizione dell’importante impianto 88,5 MHz da Valcava, per sopperire alle difficoltà di sintonizzazione in Brianza, dove il segnale dell’impianto 97,4 di Monte Penice è da anni soffocato da altre emissioni più potenti.
La pregiudiziale per la conclusione dell’operazione pare sia stata proprio l’acquisizione dell’impianto 88,600 MHz di Veduggio, di Radio Seregno, da sempre vicino scomodo dell’impianto di Valcava.
La richiesta avanzata al direttivo di Radio Seregno di alienare l’impianto di Veduggio ha probabilmente contribuito alla decisione di definitivamente dismettere l’attività, che avrebbe potuto certamente continuare sulla storica frequenza 101,580 MHz nell’area di elezione, ma forse, in assenza di un rinnovato spirito, altro non avrebbe fatto che aumentare l’agonia di una emittente dal destino ormai segnato.
Agli affezionati rimane una timida speranza: che l’impianto 101,580 MHz venga almeno destinato ad una nuova esperienza radiofonica e non già alla solita ripetizione di un segnale nazionale.

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