Web. Convegno Co.Re.Com Lombardia: il fenomeno del cyberbullismo e la tutela dei minori in Rete

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Milano, 31 maggio 2017. C’è movimento nella sala Gaber di Palazzo Pirelli. Esponenti del governo, forze dell’ordine e autorità appartenenti ad istituzioni regionali di grande spicco (CoreCom, Consiglio regionale della Lombardia e Tribunale di Milano) si mischiano a giornalisti e studenti in attesa di iniziare il convegno relativo al fenomeno del cyberbullismo, sexting & web reputation – La tutela dei Minori in Rete e sui media. A presiedere e dare inizio alla conferenza è Federica Zanella (presidente CoreCom) che fa luce su quelli che sono i numeri del fenomeno e l’impegno che l’organo CoreCom da almeno sei anni porta avanti, grazie al quale è nato il progetto “Help Web Reputation Giovani”, inaugurato il 30 maggio 2014: uno sportello gratuito rivolto ai cittadini lombardi che riscontrano problemi in merito alla propria reputazione digitale. Corecom Lombardia convegno maggio 2017 300x169 - Web. Convegno Co.Re.Com Lombardia: il fenomeno del cyberbullismo e la tutela dei minori in ReteIl fenomeno del bullismo viene considerato una vera e propria piaga sociale: nel 2014 l’8% dei giovani (tra i 15 e i 24 anni) ha avuto esperienze dirette di cyberbullismo; il 25% degli adolescenti conosce amici che hanno avuto a che fare con il problema; 3 internauti su 4 hanno sentito parlare di cyberbullismo ma non sanno di cosa si tratti; l’80% degli intervistati ritiene sia indispensabile un intervento delle Istituzioni soprattutto a livello di prevenzione e divulgazione dei rischi sul web (Indagine realizzata per CoreCom Lombardia dall’Istituto di ricerca Demoskopea). I dati numerici relativi al 2016 non sono da meno: il 32% dei ragazzi intervistati (tra gli 11 e i 18 anni) è stato vittima di bullismo/cyberbullismo nei 12 mesi precedenti e il 22% dei ragazzi intervistati è stato vittima di sexting nei 12 mesi precedenti (ricerca OssCom/Università Cattolica per CoreCom Lombardia). Grazie al progetto “Help Web Reputation Giovani” dal 2014 al 2017 sono stati affrontati il 30% di casi di cyberbullismo/commenti offensivi; il 10% dei casi riguardanti il furto d’identità; il 23% inerente a foto o video di tipo intimo a fronte di richieste a sfondo sessuale e il 37% di casi relativi alla privacy/utilizzo di dati e foto non autorizzati per una percentuale totale di successo pari all’87%. Zanella: “I protagonisti sono i giovani. Le Istituzioni devono rispondere. I cittadini sono la nostra stella polare”. Dopo la Zanella, il presidente del consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo che fa luce sulle tre parole chiave del convegno: consapevolezza, legge ed educazione. “Bisogna essere consapevoli di questo fenomeno i cui numeri sono diventati troppo alti. Siamo di fronte ad una rivoluzione culturale. Non è sufficiente la repressione, c’è bisogno di un percorso educativo al fine di creare una comunità consapevole dotata di strumenti in grado di contrastare il fenomeno.corecom lombardia convegno zanella 300x169 - Web. Convegno Co.Re.Com Lombardia: il fenomeno del cyberbullismo e la tutela dei minori in Rete Quando il problema si fa serio arrivano le leggi, prima una a livello regionale (legge del 7 febbraio 2017 in materia di contrasto del cyberbullismo, Ndr) e poi una a livello nazionale” (norma sul cyberbullismo del 17 maggio 2017 votata all’unanimità dopo un palleggio tra Camera e Senato perché discordanti sul carattere prioritario che la legge doveva assumere, se più sanzionatorio o più preventivo, Ndr). Per la prima volta si definisce il fenomeno del cyberbullismo come “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito dei dati personali in danno di minorenni, nonché la diffusione di contenuti online il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”. “La legge non vuole far paura ma creare consapevolezza. Noi interveniamo per prevenire, non per punire” afferma il comandante provinciale dei Carabinieri Canio Giuseppe La Gala. “Dobbiamo parlare di emergenza educativa. Il progresso tecnologico è una cosa positiva ma sta diventando un problema per la società. Bisogna fare squadra, essere tutti uniti: insegnanti, forze dell’ordine e autorità del governo. Tutti abbiamo in comune il futuro dei giovani”. Il concetto di squadra viene ripreso dal Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri: “Bisogna capire i giovani e il loro intento nell’utilizzare i social. E’ importante il ruolo dei genitori che molto spesso fanno fatica a comunicare con i propri figli sul problema. Anche la scuola deve intervenire parlando del fenomeno così si supera il tabù. Insieme si vincerà questa battaglia per un uso più educato della Rete”. Il commissario Agcom Antonio Martusciello: “La Rete è una grande risorsa ma non sappiamo come gestirla. Positiva la legge nazionale sul fenomeno anche se poteva essere più coraggiosa, poteva dire di più” in riferimento ai due grandi problemi legati al cyberbullismo quali la rapidità della rimozione degli elementi lesivi in Rete e la responsabilità dei social network in quanto non editori (e quindi non comparabili con la stampa e la televisione). Sullo stato dell’arte della normativa su cyberbullismo, tutela della persona e dei minori su media/web interviene l’ex ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini: “L’Italia è in cima ai paesi europei ad avere una legge contro il cyberbullismo. Questo deve essere uno stimolo per andare avanti. Si tratta di un punto di partenza. Non di arrivo”. corecom lombardia convegno ospiti 300x169 - Web. Convegno Co.Re.Com Lombardia: il fenomeno del cyberbullismo e la tutela dei minori in ReteE ancora: “Non bisogna parlare solo di tasse riguardo ai social. E giusto che le paghino ma è importante anche parlare della loro responsabilità riguardo il fenomeno. La libertà senza responsabilità assuma un’accezione negativa”. Segue il filo del discorso Ruben Razzante, Docente di Diritto dell’informazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: “I gestori delle piattaforme, gli OTT, devono essere responsabilizzati e chiamati ad un tavolo internazionale per discutere della questione”. Prosegue con l’illustrare le fasi di attuazione della legge nazionale sul cyberbullismo. Le linee di finanziamento previste sono sostanzialmente due: gli uffici scolastici regionali al fine di garantire una corretta formazione degli insegnanti sul fenomeno in modo tale che loro possano poi educare in maniera efficace i ragazzi sul problema; il territorio, ovvero iniziative di prevenzione sul territorio lombardo per la creazione di reti territoriali. “Ci vuole nazionalità ed efficacia emozionale” aggiunge Razzante. “Dobbiamo sentirci coinvolti e coinvolgere”. Durante il dibattito non è mancato il riferimento al fenomeno Blue Whale, una nuova agghiacciante tendenza che ha preso piede tra i bambini e ragazzi giovanissimi, una sorta di “gioco mortale” condotto da quello che si fa chiamare “curatore” e la cui fine, al termine dei cinquanta giorni, è il suicidio comandato (sul tema anche un servizio delle Iene). In comune con il cyberbullismo, vi è uno scorretto utilizzo della Rete che può trasformarsi in un’arma se usata nel modo sbagliato. (L.M. per NL)

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