Home Editoria Web. Facebook vuole ricompensare gli editori. Doub: “Non sara’ la soluzione, ma...

Web. Facebook vuole ricompensare gli editori. Doub: “Non sara’ la soluzione, ma vogliamo esserne parte”

Facebook sta dalla parte degli editori. L’intenzione del colosso è quello di creare un’apposita sezione notizie e permettere ai content editor di fare business sul social attraverso i propri abbonamenti.
Questo è stato il grande annuncio dato da Jesper Doub, direttore delle news partnership per Europa, Medio Oriente e Africa per Facebook al Gen – Global Editors Network Summit, tenutosi ad Atene lo scorso 13/06/2019.

Il social network sta quindi attuando una nuova strategia per collaborare con gli editori, ricercando un nuovo modello di business in grado di agevolare e di offrire alle varie redazioni un equo compenso.
Nello specifico, il colosso di Menlo Park creerà uno spazio dedicato esclusivamente alle notizie delle testate e lo terrà separato dal newsfeed contenente gli aggiornamenti degli amici. Gli utenti potranno poi abbonarsi direttamente alle testate tramite il social. Gli editori saranno così in grado di decidere in piena autonomia i prezzi, il trattamento dei dati e il tipo di contratto da adottare.

Con questo nuovo progetto, Facebook sembrerebbe essere seriamente intenzionato a cambiare approccio nei confronti degli editori e lo stesso Doub lo ha dichiarato. Ex ceo dello Spiegel Online, Doub inizialmente aveva mosso forti critiche nei confronti della società di Mark Zuckerberg, ma ora ha fatto marcia indietro ed è fiducioso in questo cambiamento.
“Facebook – ha detto Doub – attribuisce molta importanza al pensiero degli editori di tutte le dimensioni. La relazione non è sempre sembrata equilibrata, ma nell’ultimo anno la piattaforma ha dimostrato la volontà di comprendere e impegnarsi con gli editori”.
Nel corso dell’intervista il manager ha poi ammesso: “E’ vero che sono stato critico verso Facebook per molto tempo nel mio vecchio ruolo di responsabile della gestione di un business digitale ed ero molto frustrato perché il modo con cui Facebook ha lavorato con noi media partner è stato poco trasparente e poco affidabile. È stato davvero difficile capire cosa stava facendo Facebook e cosa dovevamo fare a riguardo dal punto di vista dei partner. Quindi, ho deciso di cogliere l’opportunità per provare a cambiare qualcosa, perché Facebook è un tipo di società diverso rispetto a qualsiasi media tradizionale. C’è un enorme divario e probabilmente ci sarà sempre [tra i media e il social network, ndr], ma è essenziale che iniziamo a costruire ponti tra noi”.

Jesper Doub Gen Summit - Web. Facebook vuole ricompensare gli editori. Doub: "Non sara' la soluzione, ma vogliamo esserne parte"

Nel corso dell’intervista si è toccato poi il delicato tema delle fake news e della diffusione della disinformazione sulla piattaforma. Sulla questione Doub ha annunciato che il team sta lavorando affinché nella nuova sezione dedicata alle notizie si dia priorità solo a fonti attendibili.
Ma l’intervento di Facebook al fine di agevolare e ricompensare gli editori non si dovrebbe esaurire qui. Il direttore delle news partnership ha infatti annunciato alcuni progetti ed investimenti che la piattaforma sarebbe pronta a fare per risollevare i piccoli editori.
Tra questi, 6 milioni di dollari in UK per permettere ai quotidiani di assumere persone in grado di coprire le zone locali e regionali dove la ricerca di notizie risulta essere più difficile.
Due milioni poi potrebbero andare in Germania per un programma della durata di tre mesi, durante i quali verrebbero chiamati esperti di testate di fama internazionale come il New York Times per ispirare, motivare e condividere le loro conoscenze con gli editori minori.
Insomma, dopo i vari scandali succedutisi di recente, il social network sembra volersi mettere in riga e le sue intenzioni sembrerebbero serie ed ammirevoli, anche se per ora si parla solo di progetti senza data certa. “Facebook non sarà la soluzione [alle difficoltà riscontrate dagli editori, ndr] e non dovrà esserlo. Ma vuole esserne parte”, ha concluso Doub. (G.S. per NL)