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Pay tv. Usa: calo del 3% delle sottoscrizioni nell’ultimo anno, è crisi del settore?

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La pay tv statunitense deve fare i conti con un notevole calo dell’utenza: dopo il report di Nielsen sul regresso delle abitudini degli spettatori verso forme free di intrattenimento televisivo, anche uno studio del Leichtman Research Group conferma il trend calante della sottoscrizione di abbonamenti alla tv a pagamento negli Stati Uniti.
Le case americane in cui c’è un abbonamento a una qualche forma di servizio pay tv, lineare o no, oggi sono il 79%, mentre nel 2014 erano l’84% e nel 2010 ben l’88%.
Brian Wieser, analista della società di ricerche di mercato Pivotal, ha approfondito i dati forniti da Nielsen e dal Leichtman Research Group, traendo altre due informazioni rilevanti: il calo importante di sottoscrizioni ha visto un’accelerazione negli ultimi 12 mesi, periodo in cui la diffusione degli abbonamenti pay tv è diminuita del 3,1%; mvpd 300x126 - Pay tv. Usa: calo del 3% delle sottoscrizioni nell’ultimo anno, è crisi del settore?contemporaneamente, da ottobre 2016, i “virtual MVPD” – cioè i distributori di programmazione video multicanale che operano tramite internet (anziché, come tradizionalmente avviene negli Stati Uniti, via cavo) – hanno raccolto 1,5 milioni di nuovi utenti, molto probabilmente provenienti dalla pay tv. Quest’ultima considerazione è supportata dal fatto che la diminuzione delle sottoscrizioni alal tv a pagamento è accompagnata da un aumento della presenza di televisori nelle case americane: ciò può significare soltanto che l’utenza sta migrando, con grosse perdite per i network storici come Discovery Family Channel (-11,2% di sottoscrittori), Destination America (-11,1%) o Science (-9,2%).
Complessivamente, secondo Leichtman, nel secondo trimestre di quest’anno sono stati 976,000 i “cord cutters” (in inglese, “tagliatori di cavo” fa riferimento al gesto di staccare il cavo attraverso il quale la pay tv tradizionale raggiunge i televisori nelle case americane), cioè gli utenti che hanno abbandonato gli operatori della pay tv, che scendono a quota 90,7 milioni di sottoscrittori (-3% dal terzo trimestre dell’anno scorso). Non sembra plausibile un’inversione del trend prima della fine dell’anno, considerate anche le calamità naturali che si sono abbattute sugli Stati Uniti e che hanno abbassato ulteriormente lo status economico di alcune fette della popolazione americana. (P.B. per NL)

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