Home Radio e TV Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci,...

Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteram

CONDIVIDI

Canale 2000 fu uno degli esperimenti dei Marcucci, la famiglia dei fondatori di Elefante – TVS Telexpress, la prima televisione “nazionale” privata italiana, di cui abbiamo già dato conto in questa rubrica.
Curiosa esperienza, quella della famiglia de Il Ciocco: analizzata a posteriori, risulta oggi difficile comprendere come mai ad aver acquisito lo scettro di re della tv privata italiana sia stato Silvio Berlusconi e non Guelfo Marcucci, che già nel 1976 aveva le possibilità per creare il più grande gruppo televisivo indipendente italiano. Con solide strutture, idee chiare ed una poderosa organizzazione imprenditoriale alle spalle (frutto di una fortuna fatta negli emoderivati), nel novembre 1976 era stata creata la S.I.T. – Società Impianti Televisivi, che aveva come soci di riferimento i fratelli Marcucci.telexpress - Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteram
Questi, da ripetitoristi di TMC erano divenuti editori in proprio con la tv regionale T.R.E. – Tele Radio Express che illuminava tutta la Toscana e tramite stazioni di proprietà (costituite ad hoc o rilevate da terzi), partecipate o affiliate giungeva in interconnessione strutturale (ponti radio) in quasi la metà del territorio nazionale. La S.I.T. era una società per azioni tra i cui soci si sussurrava ci fossero i big del campo della finanza e dell’imprenditoria italiana; una struttura dove si favoleggiava girassero tanti quattrini e che godesse di appoggi politici al punto da potersi ergere a competitor della RAI, almeno quanto ad infrastrutture tecniche.
Ruggero Montingelli, apparentato coi Marcucci, dichiarava in un’intervista raccolta il 23/12/1976 da Augusto Vivaldi de il quotidiano “Il Telegrafo” (poi Il Tirreno) a riguardo di quali fossero le reali mire espansionistiche della famiglia toscana: “Ma, non so se è il caso… la legge (di sistema, ndr) non è ancora approvata, possono nascere degli equivoci. Comunque vorrei chiarire subito una cosa: le apparecchiature che lei ha visto, gli stessi trasmettitori e ponti, non sono di proprietà della T.R.E. ma della S.I.T., una società per azioni che non ha niente a che fare con quella che è T.R.E”. Così illustrava la mission imprenditoriale della Società Italiana Televisioni Montingelli: “E’ un concetto un pochino nuovo se vogliamo, che noi riteniamo abbia una grossa validità sociale. Perché in questa maniera si dà la possibilità a chiunque voglia espandersi indipendentemente dai capitali di cui dispone.telexpress elefante 300x227 - Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteram Non importa essere un grosso gruppo per avere un’ora o un giorno alla settimana per utilizzare i servizi della S.I.T. Basta chiederlo e pagare il servizio. Ad esempio la T.R.E. paga il servizio che la S.I.T. sta facendo. E’ poi giusto dire che la S.I.T. sta organizzando una rete Tv nazionale, ma non per fare concorrenza a questo o a quello, quanto per creare un servizio del quale tutti, anche la stessa RAI possono usufruire. Basta che paghino. Dico: è condannabile questo? Certo: basterà essere in regola con la legge. A questa domanda vorrei rispondere con un’altra domanda. Se tutte le Tv locali decidono di collegarsi insieme e far concorrenza alla Tv di Stato, possono farlo? Comunque, tengo a ripeterlo, la nostra è una rete di distribuzione, non è una testata. Ci auguriamo di poter avere tra i nostri utenti stazioni Tv estere e locali, tutti coloro cioè che hanno necessità di far giungere un segnale forte e nitido. Ne’ più ne’ meno di come fanno ora i gestori dei ponti radio con banche, polizia, vigili del fuoco, ecc. Una funzione prevalentemente sociale: solo dopo andremo a trovare il resto”. Il ruolo di service tecnico per conto terzi dei Marcucci traspariva quindi in maniera palese già nel 1976 ed avrebbe avuto modo di estrinsecarsi nelle varie esperienze di cui S.I.T. fu supporto, se non direttamente carrier secondo un’incredibile anticipazione (di 30 anni) della divisione di ruolo tra fornitori di contenuti ed operatori di rete, tipica dell’ambiente digitale. PIN20Primarete20Indipendente - Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteramL’esperienza di Canale 2000 venne dopo la fallimentare parentesi di PIN Primarete Indipendente (1980/1981), allorquando i toscani de Il Ciocco tornarono in possesso dei canali locati a Rizzoli (che prima ancora erano quelli destinati alla ripetizione in Italia di Telemontecarlo) per la tanto voluta quanto infelice avventura tv  del gruppo editoriale milanese e prima della creazione della più brillante delle esperienze del gruppo televisivo-farmaceutico di Lucca (i Marcucci avevano il core business negli emoderivati): Videomusic. Operò quindi tra il 1982 ed il 1984 su una serie di canali di proprietà del circuito Elefante (che in quel momento viveva una fase di incertezza editoriale e commerciale) in Lombardia (con i relay denominati Royal, ex Telenord Milano, canali 39 e 63 e TVC Varese, canale 60 e con l’emittente Radio Tele Garda), in Toscana (ovviamente con la stazione madre del gruppo, TRE – Tele Radio Express-Teleciocco, canali 51, 59 e 65) ed in affiliazione in Piemonte (con Telemontoso di Torino, canale 65 e successivamente con Quartarete), in Veneto (sulle frequenze dell’emittente di proprietà ATV di Rovigo, canali 35, 27, 38, 41, F, 59, 61 e 69 e su quelle di Tele S. Marco di Rovigo, anch’essa nella titolarità dei Marcucci), in Friuli (su una non meglio precisata ATF di Udine, di proprietà del gruppo), nella Marche (Tv Centro Adriatica di Pesaro), nel Lazio (con la storica GBR, canali 33 e 47, copromotore del progetto e con Teleurbe, di proprietà), in Umbria (con una sconosciuta ATV nella titolarità del gruppo e con Tele Città Oggi di Terni), in Abruzzo (con Tele Teramo), in Sardegna (a Sassari con Nuova Tele Etere, a Nuoro con Tele Isola), in Campania (con ATC Telesud, canali 65 e 66, di proprietà e Tele Salerno 1), in Puglia (con RTF di Foggia), in Calabria (con RTC Catanzaro), in Sicilia (con Video Siracusa, Tele Radio Occidentale di Marsala -Tp, ITC di Palermo, Tele Radio Canicattì di Agrigento, Radio Video Mediterraneo di Modica – Rg). Come ricorda il tecnico Massimo Niceforo (che curava la gestione dell’infrastruttura emiliana), “il reticolo di interconnessione prevedeva la partenza dal quartier generale dei Marcucci presso il centro Il Ciocco in direzione del Monte Pizzorne (in provincia di Lucca, dove la SIT aveva diversi impianti di diffusione UHF e FM), da dove il segnale veniva instradato in direzione di Croce Arcana, sull’appennino tosco-emiliano, in provincia di Pistoia. GBR Canale 2000 SIT monoscopio 300x182 - Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteramDa lì si ripartiva da una parte verso il sud (Roma) e dall’altra in direzione della postazione del Faeto (Reggio Emilia), che a sua volta indirizzava il segnale sulle alture di Bologna, in località San Luca, che provvedeva alla distribuzione verso Ferrara e il Veneto (Monte Ventolone, sui colli Euganei in provincia di Padova, da dove rimbalzava sulla Lombardia, che costituiva un altro importante punto di smistamento per il Piemonte e la Liguria)“. I programmi consistevano in film e telefilm i cui diritti erano stati acquistati per il circuito Elefante e ceduti alla seconda rete e nelle più classiche autoproduzioni o esclusive de Il Ciocco: “Il Grillo parlante” (con un semisconosciuto Beppe Grillo); “Rombo” (settimanale sull’automobilismo, molto seguito); “Hata Yoga“; le “Corse al trotto” (in diretta, cosa inusuale per i tempi) dagli Ippodromi di Milano e Firenze; i notiziari “Echomondo” (diretti dal compianto Paolo Cavallina).
A ciò, nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa, avrebbero dovuto aggiungersi i programmi di punta dell’emittente romana GBR, come detto, partner del progetto (tanto che, in proiezione, il marchio complesso del network, a regime, avrebbe dovuto essere GBR Canale 2000) La sede dell’emittente era a Milano in Via Silvio Pellico 12, ma si disponeva di un’unità operativa sia nella città di Lucca che presso il centro Il Ciocco, nella Garfagnana (oltre ovviamente alla sede di Roma di GBR). L’emittente cessò di esistere il 31 marzo 1984. Il giorno dopo iniziarono le trasmissioni di Videomusic, ben più felice intuizione della figlia di Guelfo Marcucci, Marialina. (M.L. e R.R. per NL)

printfriendly pdf button nobg - Storia della radiotelevisione italiana: Canale 2000, la seconda rete nazionale dei Marcucci, network provider ante litteram