Raffica di sanzioni ai fornitori di servizi di media audiovisivi in ambito locale dall’Agcom per asserito mancato rispetto dell’obbligo di trasmettere programmi autoprodotti per almeno il 50% dell’orario di programmazione giornaliero compreso dalle 7 alle 21, ovvero per mancata osservanza dell’obbligo di segnalazione preventiva di contenuti commerciali mediante mezzi ottici, acustici o spaziali o ancora per mancata veicolazione del marchio/palinsesto o per sforamento del tetto pubblicitario.
Dalla relazione Agcom presentata al Parlamento emerge in tutta la sua veemenza l’impatto della crisi economica (anche) sul settore delle comunicazioni, il cui fatturato complessivo che nel 2013 è sceso del 9% a quota 56,1 miliardi (34,5 le tlc, 8,6 radio e tv, 6,9 i servizi postali e 6,1 miliardi l’editoria e internet).
Il diritto di autore conferisce al titolare di tale diritto, fra l’altro, l’utilizzo economico della sua opera attraverso la casistica prevista per legge.
“Riteniamo indispensabile portare a compimento l’iter degli atti per rafforzare il Mercato Unico Digitale Europeo. Il Governo italiano agirà da facilitatore tra gli altri Stati membri, per una visione comune nel settore delle telecomunicazioni e dell’innovazione tecnologica”.
Questa settimana, segnatamente il 17 luglio, il Consiglio di Stato potrebbe porre le basi per la definizione dell’annosa questione del logical channel numbering sul digitale terrestre (LCN).
Rai ha in mano il 37% degli ascolti tv, Mediaset supera il 33%, i canali Sky-Fox si aggiudicano una cifra attorno al 6,3%, il gruppo Discovery il 6%, mentre La7 e La7d seguono con un 4,3%.
A ben vedere, nessuno ha ancora capito quali siano le (vere) ragioni di questa crisi che c’attanaglia da 6 interminabili anni.
La quota di Urbano Cairo in Rcs è stabile. "Le mie azioni sono sempre quelle", ha detto l’editore nel corso della presentazione del palinsesto di La7.