A La7 il dissenso va sul blog

“Libertà di informazione in tv significa aprire una finestra sul mondo e raccontare per immagini la realtà attraverso gli appuntamenti fissi dei tg, le dirette e gli speciali di approfondimento, le inchieste e i reportage”


Agenda del giornalista informa

di Chiara Ciardelli

È quanto affermano i giornalisti de La7 online su un blog “dedicato a tutti coloro che hanno qualcosa da dire e non hanno altri strumenti per dirlo”. La situazione a La7 non è, infatti, delle più serene con 25 giornalisti in via di licenziamento e nessun rinnovo per i contratti a termine. Dall’annuncio del provvedimento alle vie di fatto. La procedura è stata avviata con comunicazione di notifica scritta. Gli esuberi sono 23 nella sede di Roma e 2 a Milano. Nella capitale i “tagli” riguardano 1 vicedirettore, 10 caporedattori, 2 vice caporedattori, 1 caposervizio, 1 vice caposervizio, 1 inviato speciale e 7 redattori ordinari (sarebbero in tutto 9, ma 2 si trasferiscono nel capoluogo lombardo).
Le 2 eccedenze milanesi sono invece redattori ordinari. Il piano di ristrutturazione, sottoscritto anche da Antonello Piroso, prevede un ufficio di direzione con 4 persone (una in più rispetto a prima) e un ufficio centrale che passa da 10 a 9 con anche la competenza dell’ambito multimediale. Cronaca e spettacoli si fondono, passando da 12 a 16 giornalisti. Politica ed economia vengono unite con un organico totale di 12 persone, non più 14. Gli esteri sono fortemente ridimensionati con il passaggio da 13 a 10 giornalisti e con la chiusura della sede di corrispondenza di New York, da attuare dopo la tornata elettorale per le presidenziali americane. Infine, è prevista un’unica direzione per le testate “News” e “Sport” e viene soppresso il settore telecineoperatori. Il provvedimento non contempla il ricorso ad ammortizzatori sociali, quali la cassa integrazione, i contratti di solidarietà e l’applicabilità della legge 416. Non sono prese in considerazione riduzioni a collaborazioni part-time. Il comitato di redazione ha risposto all’inizio di questa settimana con uno sciopero, il secondo a pochi giorni di distanza. “Questa vicenda – si legge nel comunicato – può costituire un precedente pericolosissimo per tutta la categoria dei giornalisti e per gli stessi diritti fondamentali di tutti i lavoratori. In modo del tutto illegittimo si cerca di interpretare la legge nel senso che un’azienda ha il diritto di far scattare i licenziamenti collettivi sulla semplice base della sua valutazione degli organici ottimali al momento”. La replica di Telecom Italia Media, che dichiara legittimo il provvedimento, è stata: “L’Azienda dichiara che l’azione intrapresa è correlata ad una situazione di perdita economico-finanziaria de La7 e delle testate giornalistiche che è estremamente seria e preoccupante”. Intanto, si annoverano le manifestazioni di solidarietà nei confronti del comitato di redazione non solo da parte di colleghi, ma anche dalla Federazione europea dei giornalisti (Efj), organismo della Federazione internazionale. “Questa massiccia ondata di licenziamenti – afferma Arne Konig, presidente dell’Efj – non solo arriva senza preavviso, ma mette anche seriamente in pericolo il pluralismo nei media italiani”.

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