A me mi. Dubbi, errori, correzioni nell’italiano scritto

Come mai i ragazzi non sanno più scrivere? Una parola come "casino" è da segnare come errore? Si scrive sogniamo o sognamo? È un errore usare lui come soggetto? A scuola non si usa più il congiuntivo? Bisogna correggere la punteggiatura?

Bisogna segnare tutti gli errori? Servono le griglie di valutazione? A cosa può servire infine questa fatica di correggere? Per scrivere in modo accettabile bisogna saper fare molte altre cose oltre a non fare errori di lingua, e dunque chi insegna a scrivere deve occuparsi di una grande varietà di problemi. Ma senza dubbio la correzione resta l’attività più praticata e manterrà sempre un ruolo decisivo nell’educazione a scrivere. In uno scorrevole libro, Adriano Colombo, già segretario nazionale del GISCEL e professore a contratto in diverse sedi universitarie, si rivolge ai docenti e a coloro che si preparano a diventare docenti, dando loro un contributo di riflessione e di esperienza su un aspetto parziale ma importante della questione. Edito da Franco Angeli (www.francoangeli.it), il testo è in vendita ad euro 17,00.
printfriendly pdf button - A me mi. Dubbi, errori, correzioni nell'italiano scritto