Il noto conduttore radiotelevisivo ed attore Mauro Casciari (Le Iene, RDS, RAI, Radio DeeJay, TV 8, Sky TG24, ecc.) ha depositato il proprio marchio vocale attraverso la Società Italiana per la Tutela della Voce.
L’iniziativa si inserisce nel dibattito sulla protezione delle identità sonore nell’era dell’intelligenza artificiale.
Sintesi
Il conduttore radiotelevisivo ed attore Mauro Casciari ha depositato il proprio marchio vocale avvalendosi del servizio dedicato della Società Italiana per la Tutela della Voce, registrando anche la relativa impronta sonora. L’iniziativa si inserisce nel crescente dibattito sulla protezione delle identità vocali nell’era dell’intelligenza artificiale, emerso con forza anche durante il World Radio Day 2026.
Casciari ha spiegato che la voce rappresenta la sua principale fonte di reddito e che oggi può essere facilmente replicata tramite tecnologie di sintesi. Il deposito dell’impronta vocale costituisce quindi uno strumento per contrastare eventuali utilizzi illeciti.
Dall’iniziativa discende una considerazione sulla quale ormai tutti convengono: la voce viene sempre più considerata un asset identitario basato su reputazione, riconoscibilità e fiducia.
Secondo i giuristi della SITV, l’impronta sonora può essere assimilata a un vero marchio distintivo per molti professionisti del parlato.
La diffusione delle tecnologie di voice cloning pone nuove questioni giuridiche ed economiche.
Per affrontarle è in sviluppo un sistema di clone detection in grado di individuare utilizzi non autorizzati delle voci.
Nel frattempo cresce il dibattito sulla necessità di segnalare la natura artificiale dei contenuti audio generati dall’intelligenza artificiale.
L’iniziativa che vede protagonista Mauro Casciari apre la strada a un futuro mercato di licenze e diritti legati alle voci professionali.
Mauro Casciari®
Nel pieno della trasformazione che l’intelligenza artificiale sta imponendo all’ecosistema dell’audio, arriva uno dei primi segnali concreti di risposta da parte dei professionisti della voce.
Il conduttore radiotelevisivo, attore ed animatore Mauro Casciari ha infatti depositato il proprio marchio vocale e la relativa impronta sonora, utilizzando i Moduli SITV© messi a disposizione dalla Società Italiana per la Tutela della Voce (SITV), ente costituito a Milano nell’ottobre 2025 con l’obiettivo di proteggere gli interessi dei professionisti del parlato.
World Radio Day 2026
L’iniziativa arriva in un momento particolarmente sensibile per il settore audio. Il tema della tutela delle identità vocali è stato infatti al centro del World Radio Day 2026, tenutosi a Milano il 9 marzo, dove si è discusso del rapporto sempre più complesso tra creatività umana e sistemi di sintesi vocale basati sull’intelligenza artificiale.
La voce come patrimonio professionale
“La voce è la mia principale fonte di reddito. Tuttavia, ora è diventata replicabile gratuitamente e facilmente”, ha dichiarato Mauro Casciari commentando la decisione di procedere alla registrazione della propria impronta vocale. “Non posso invertire una tendenza che riguarda inevitabilmente ogni ambito creativo, ma posso adeguarmi alla situazione.
Necessità, più che scelta
Perciò, la possibilità di brevettare la mia impronta vocale mi è sembrata una necessità, più che una scelta. Non potrò prevenirne la clonazione; ma almeno ho gli strumenti per arginarne un uso illecito”.
Asset identitario
Le parole del conduttore fotografano con efficacia il nuovo scenario dell’economia del parlato, in cui la voce non è più soltanto uno strumento espressivo, ma un vero e proprio asset identitario fatto di reputazione, riconoscibilità e fiducia.
Questioni inedite sul piano economico e giuridico
In questo contesto, la possibilità di riprodurre artificialmente timbri e inflessioni vocali ha aperto questioni inedite sul piano economico e giuridico.

Identità sonora e marchi vocali
Il deposito del marchio vocale rappresenta proprio uno dei possibili strumenti di tutela di questa nuova dimensione professionale. Secondo la Società Italiana per la Tutela della Voce, infatti, la voce può essere considerata una vera impronta sonora identitaria, paragonabile a un marchio distintivo, soprattutto per professionisti che costruiscono la propria carriera sull’uso della parola: speaker, influencer, doppiatori, podcaster, anomatori, narratori, conduttori radiotelevisivi, manager e politici.
Tutela legale
“Da questo momento Mauro Casciari è un marchio vocale sottoposto a protezione legale”, ha spiegato l’avvocato Stefano Cionini, cofounder della tech law firm MCL Avvocati Associati, che assiste i professionisti iscritti alla SITV.
Il nodo della clonazione vocale
Il problema centrale resta quello della clonazione delle voci tramite intelligenza artificiale, tecnologia oggi accessibile anche con strumenti di uso comune. La replicazione di timbri vocali a partire da campioni audio sempre più ridotti pone infatti interrogativi non soltanto tecnologici, ma anche giuridici e culturali. Da un lato cresce la capacità delle piattaforme di generare voci sintetiche realistiche; dall’altro aumenta il rischio di utilizzi non autorizzati delle identità sonore di professionisti e artisti.
Rilevare le clonazioni
Proprio per affrontare questa criticità, la Società Italiana per la Tutela della Voce sta sviluppando strumenti tecnologici dedicati alla rilevazione delle clonazioni.
Il sistema di clone detection
“Per l’identificazione delle clonazioni illecite stiamo finalizzando con una primaria tech farm un sistema di clone detection, che potrà essere utilizzato dai professionisti iscritti ai servizi della SITV”, ha spiegato Massimo Rinaldi, ingegnere di Com-Nect, partner tecnologico della Società Italiana per la Tutela della Voce. Il sistema consentirà di individuare eventuali utilizzi non autorizzati di una voce registrata, analizzando la presenza di matrici vocali umane all’interno di contenuti sintetici generati da intelligenza artificiale. Si tratta di una delle prime applicazioni di strumenti di forensic audio applicati alla tutela delle identità vocali.
Il dibattito sulla trasparenza delle voci artificiali
Parallelamente cresce anche il dibattito sull’obbligo di segnalare quando un contenuto audio sia prodotto con intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi alcune piattaforme digitali hanno iniziato a introdurre tag e avvisi per indicare la presenza di voci sintetiche, soprattutto nei podcast e nei contenuti musicali.
Bene professionale economico
Tuttavia, molti osservatori ritengono che tali strumenti di trasparenza, pur utili, non siano sufficienti a risolvere il problema della tutela delle identità vocali. Il vero nodo riguarda infatti il riconoscimento della voce come bene professionale ed economico, che può essere sfruttato, concesso in licenza o difeso legalmente.
Verso un nuovo mercato delle voci
L’iniziativa di Mauro Casciari rappresenta un primo passo verso la definizione di un nuovo modello di tutela nel mercato dell’audio. Con la diffusione delle tecnologie di sintesi vocale, è infatti sempre più probabile che le voci professionali diventino oggetto di licenze e accordi di sfruttamento commerciale, analogamente a quanto avviene per i diritti d’immagine o per i marchi sonori.
Valorizzazione del patrimonio dei professionisti della voce
In questo scenario, la registrazione di impronte vocali e marchi sonori potrebbe trasformarsi in uno degli strumenti fondamentali per difendere e valorizzare il patrimonio identitario dei professionisti del parlato. E proprio qui si gioca una parte decisiva del futuro dell’audio: nel riconoscimento della voce non solo come suono, ma come identità, reputazione e valore economico. (E.G. per NL)




























