Audiradio-Finelco: continua la polemica. Campione (Radio e Reti): “Sbagliano a contestare Audiradio”

Il patron della concessionaria di pubblicità prende posizione e difende tout court l’indagine


Non si placa la bufera che ha investito Audiradio dopo la lettera-denuncia del Gruppo Finelco (Radio 105, RMC, Virgin), che ha contestato l’indagine a seguito dei risultati di un’analoga rilevazione affidata a Demoskopea. Dopo i commenti (tutti pro Audiradio) dei concorrenti, prende la parola Enzo Campione (foto), presidente di Radio e Reti, concessionaria di pubblicità di Radio Italia, Kiss Kiss e di superstation quali Subasio, Company e Norba (nonché di locali di spessore come Radio Bruno e Babboleo), socia della stessa Audiradio s.r.l. (insieme ad UPA, ASSAP Servizi, UNICOM
RAI, SIPRA, Radio 24, Manzoni, RCS Broadcast, RTL, RDS, R105-RMC, Monradio) e, per l’1%, anche di Virgin Radio Italy s.p.a., controllata dal gruppo Finelco s.p.a.
Campione ha infatti dichiarato in un’intervista al quotidiano economico finanziario Italia Oggi del 22/04 (pag. 31 articolo di Claudio Plazzotta) di non condividere l’atteggiamento del gruppo di Alberto Hazan che sbaglierebbe a contestare l’indagine: “Sono mesi che vanno avanti. Vengono in comitato tecnico e, con questioni cavillose, fanno perdere un sacco di tempo alla gente che lavora”. Campione, poi, rincara la dosa: “Finelco si permette di attaccare Audiradio dicendo che una delle sue radio non ha la performance che si aspetta. Poi, però, Finelco è contenta delle audience di Virgin o RMC. Non ha senso. E anche l’indagine demoskopea è ben lontana dalla autorevolezza di Audiradio”. A onor del vero, va detto che Finelco si era limitata a contestare la metodologia dell’indagine Audiradio che penalizzerebbe certe tipologie di radio (quali Radio 105, R101 e Radio Dee Jay) avvantaggiandone altre (Radio 24, Radicale, ecc.), sicché il richiamo di Campione al dato che ha premiato Virgin Radio non pare sia particolarmente conferente e comunque sembra poco costruttivo nell’alveo di un confronto che, se trattato in maniera diversa, potrebbe invero introdurre migliorie a beneficio dell’economia complessiva settoriale, posto che in questo mondo tutto è perfettibile e certamente i criteri di Audiradio non sono dogmi. Per Campione invece “tutti pensano che (Audiradio) possa essere migliorata. Ma quando andiamo dai nostri clienti, dagli investitori pubblicitari, ci rendiamo conto che nessuno si lamenta, tutti sono contenti”. Il presidente di Radio e Reti ha quindi evidenziato al quotidiano della Class Editori che secondo rilievi di Nielsen molte radio nazionali non rispetterebbero il tetto del 18% di pubblicità oraria (“Strano che l’Authority non faccia nulla. Prima o poi, però, vedrete che qualcosa succede”) ed ha smentito l’ipotesi di una separazione dell’indagine tra locali e nazionali evocata da Monradio (“Nel consiglio di Audiradio nessuno ha chiesto questa separazione”). A livello di ascolti il medium radiofonico per Campione potrebbe aumentare la ragguardevole cifra dei 39 milioni di utenti attingendo da nuove tecnologie quali Internet, radio digitale e telefonini. Per quanto attiene all’incremento della raccolta, Campione (la cui concessionaria ha chiuso il 2007 con 59 mln di euro di raccolta ed è a +28% nel primo quadrimestre del 2008, con una stima sull’intero esercizio del +7/10%) ritiene che a seguito dell’intesa con UPA (che ha limitato l’affollamento in regime di autoregolamentazione) starebbero arrivando nuovi clienti, così facendo crescere la domanda e conseguentemente i prezzi. Il settore avrebbe, in particolare, margini notevoli di sviluppo nei settori moda e mass-market.

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