Beppe Lopez spiega lo scandalo dei finanziamenti alla stampa

Alle inchieste sulla casta e sui costi della politica sfugge


da Franco Abruzzo.it

Roma, 17 ottobre 2007. Alle inchieste sulla casta e sui costi della politica sfugge “lo scandalo” del finanziamento pubblico ai giornali, che determina una distorsione del mercato editoriale e una manipolazione della libera circolazione delle idee: è la tesi sostenuta da Beppe Lopez nel libro ‘La casta dei giornali’ (Stampa Alternativa-Rai Eri), in vendita da ieri e presentato oggi a Roma, nella sede della Federazione della stampa, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria Ricardo Franco Levi.

L’inchiesta intende far luce sul flusso di soldi pubblici “che – ha detto Lopez – ha assunto dimensioni mostruose e naviga ormai verso i mille milioni di euro all’anno”, fra “sprechi, truffe, clientele e privilegi”, e “in grandissima misura è indirizzato verso i grandi gruppi editoriali e le grandi testate, rafforzando la milanocentricità e la romanocentricità del sistema dell’informazione”. “Quello che scandalizza – ha sottolineato Marcelle Padovani, corrispondente del Nouvel Observateur – non è il fatto che lo Stato aiuti i giornali, bensì la mancanza di trasparenza, la legalizzazione della furbizia, coperta da una sorta di complotto del silenzio”. Il finanziamento pubblico alla stampa, secondo l’esperto di comunicazione Carlo Freccero, “non si limita ad alterare le leggi del mercato editoriale, ma si somma agli innumerevoli intrecci della casta politica, creando una sorta di peccato originale che impedisce ai giornali di far luce su questo meccanismo. E’ una nuova forma di conflitto di interesse: i giornali non indagano sulla casta politica da cui dipendono i finanziamenti”. Se il finanziamento, tuttavia, venisse abolito, “in un Paese in piena crisi di valori – ha aggiunto Freccero – resterebbero solo il gossip, la cronaca nera, la spazzatura. Va trovato un equilibrio”. Dal ‘banco degli imputati’, Levi ha ricordato che “in Italia c’é già la massima trasparenza sul finanziamento pubblico ai giornali: gli ultimi dati completi, relativi al 2005, sono sul sito del Dipartimento per l’editoria”. Il sottosegretario ha difeso il tentativo del governo, con il ddl approvato in via definitiva venerdì scorso dal consiglio dei ministri, di “varare una riforma organica del settore, tutelando il sostegno pubblico alla stampa ma rendendolo ma rendendo più stringenti i meccanismi di accesso”. (ANSA)

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