Berlusconi: tiro mancino all’“amico” Murdoch

Cena ad Arcore tra i due, ma il giorno dopo l’annuncio: Mediaset acquisisce l’esclusiva sui film di Universal e Warner Bros. Motivo? L’Ue impedisce l’acquisto alle pay tv. Ma Murdoch s’infuria


Come da copione, come da perfetto stile-Berlusconi (foto), quando c’è da parlare d’affari con pezzi grossi del mondo dell’editoria, con capi di Stato o con grandi finanzieri, il Cavaliere apre le porte della sua sontuosa villa ad Arcore perché, come si sa, a pancia piena si ragiona meglio. Così è stato anche alcuni giorni fa, allorché a casa dell’ex premier era ospite il magnate australiano Rupert Murdoch, un tempo molto amico di Berlusconi, prima che i rapporti si raffreddassero a causa dell’eccessiva vicinanza (in termini d’affari) tra “Mister Media” e le sinistre del mondo industrializzato. Ma tant’è, per lo meno sul versante televisivo, il patto di non belligeranza è rimasto in piedi, più, probabilmente, per convenienza reciproca che per un’amicizia che va al di là degli affari. Per lo meno fino a qualche giorno dopo la già citata cena di Arcore, che, con ogni probabilità, è stata indigesta per l’ospite di Villa San Martino. Il giorno seguente l’incontro, infatti, appena la scorsa settimana, Mediaset ha ufficialmente avviato le trattative per l’acquisizione dei diritti d’esclusiva sui film delle major americane Universal e Warner Bros. Apriti cielo, quindi. Certo è, comunque, che una recente normativa UE ha imposto forti limitazioni nei confronti delle pay tv, tant’è che queste non possono più permettersi d’acquistare in esclusiva i diritti dei film dalle major di Hollywood. Ed ecco che il patto di non belligeranza si frantuma, con Mediaset che, con ogni probabilità, acquisterà l’esclusiva dei film Warner e Universal e, o li terrà per sé, o tenterò di rivenderli a sua volta a Sky. Con prezzi, pare ovvio, maggiorati (si suppone ragionevolmente). Insomma, si prevede una prova del nove per quanto riguarda i rapporti tra i due colossi editoriali. Dovesse Mediaset rifiutarsi di vendere i diritti sui film a Sky o proporre prezzi stratosferici, sarebbe ufficialmente guerra aperta. (Giuseppe Colucci per NL)

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