Bonus per la tv digitale

L’obiettivo è favorire il passaggio dall’analogico alla tecnologia numerica


Per chi è in regola con il pagamento del canone Rai, arrivano incentivi per l’acquisto di televisori che incorporano un sintonizzatore per la tv digitale: un emendamento proposto dal governo alla Finanziaria in materia di tv digitale prevede una detrazione dall’Irpef pari al 20% delle spese sostenute entro la fine del prossimo anno, con un tetto massimo di 200 euro. La detrazione di imposta sarà applicata solo a coloro che sono in regola con il pagamento del canone Rai, e lo stanziamento a copertura è di 40 milioni di euro nel 2008. Entro fine febbraio, la proposta prevede anche l’inserimento nell’articolo 24 di un comma 4 bis relativo all’adozione di un decreto ministeriale in cui saranno definite le caratteristiche cui devono rispondere gli apparecchi televisivi oggetto dell’agevolazione, al fine di garantire il rispetto del principio di derivazione comunitaria della neutralità tecnologica , affermato dalla Commissione europea con la decisione 9/11/2005 (Berlino/Brandeburgo) e violato dal precedente Governo con le sovvenzioni all’acquisto dei decoder, e la compatibilità con le piattaforme trasmissive esistenti, i tetti massimi di spesa, nonché le modalità per l’applicazione di quanto disposto al comma 1 bis. Non è prevista la restituzione dei vecchi apparecchi tv e, dunque, non si tratterà di rottamazione: “L’emendamento proposto reca una forma di incentivazione all’acquisto di apparecchi televisivi dotati sintonizzatore digitale integrato”, spiega il ministero guidato da Paolo Gentiloni in una nota, “Si tratta un’agevolazione fiscale relativa all’Irpef sotto forma di possibilità di detrazione di una parte del costo dell’apparecchio comprato, sino ad un determinato tetto massimo di 200 euro”. “Trattandosi di cifre non alte da portare in detrazione, la detrazione medesima” aggiunge il ministero, “si opera in un’unica rata per ciascun apparecchio televisivo, cioè con una sola dichiarazione dei redditi”. Secondo quanto riportato dalla nota esplicativa del Ministero, non si tratterà di rottamazione per i seguenti motivi: “1) spesso l’acquirente è più interessato a dare un altro utilizzo al vecchio televisore, essendo ormai una abitudine consolidata quella di avere più televisori in casa; 2) in caso di restituzione, andrebbero specificamente determinate nel decreto ministeriale le modalità di ritiro degli apparecchi, con i conseguenti problemi di smaltimento di questo tipo di rifiuti per i Comuni; 3) non vi e’ uno specifico interesse pubblico alla rottamazione (come avviene per i motori inquinanti o casi simili)”. Gli obiettivi della norma sono, dunque, evidenti: si tratta, innanzitutto, di svecchiare il parco degli apparecchi televisivi al fine di sensibilizzare gli utenti italiani alla nuova tecnologia; far aumentare le vendite dei televisori, e quindi ottenere maggiori introiti IVA, favorendo l’ingresso sul mercato italiano anche di televisori digitali anche per le fasce di prezzo medio-basso; infine, ma non meno importante, far emergere una quota di evasione del canone Rai. Il Movimento Difesa del Cittadino, ha espresso apprezzamento per l’emendamento presentato e, al contempo, ha invitato la Rai a investire sul digitale, settore nel quale è decisamente in ritardo sia per quanto riguarda la copertura del segnale sia per quanto riguarda i contenuti. (TL per NL)

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